BeautyAl via il cluster cosmetico italiano che sfida la Francia
Riconosciuta da Regione Lombardia, la piattaforma riunisce 35 realtà, tra player della filiera, istituzioni e università. Rafforzando il posizionamento internazionale della bellezza tricolore
Con oltre 230 mila addetti e 500 aziende, il 54% del totale nazionale, concentrate nella «beauty valley» tra Crema, Milano, Bergamo e Monza-Brianza, la Lombardia è tra i principali hub europei della cosmetica. Un ecosistema che genera 11,2 miliardi di euro di fatturato (il 67% di quello nazionale), di cui 6,5 miliardi dall’export, e che ora si vede riconosciuto ufficialmente dalla Regione come Ctl-Cluster tecnologico lombardo del Made in Italy - Sistema cosmetico. Un traguardo atteso da anni dal sistema produttivo e scientifico, che segna l’ingresso in una nuova fase di sviluppo: più integrata, innovativa e protagonista a livello europeo. Infatti, il cluster entra ufficialmente nella rete dei principali incubatori europei del settore, affiancandosi a realtà come la Cosmetic valley in Francia e il Beauty cluster di Barcellona, rafforzando il posizionamento internazionale della bellezza tricolore e aprendo opportunità in termini di progettazione, networking e accesso a programmi di finanziamento.
«È un curatore di pipeline, che va a tradurre le opportunità europee, nazionali e regionali in progetti e investimenti concreti in chiave di mercato e sostenibilità a 360 gradi», ha commentato Ilaria Massari, presidente dell’associazione a capo del Ctl durante la conferenza stampa di presentazione a Milano. «Oggi i competitor sono Cina e India, non i nostri vicini qui in Italia», ha detto Alessandro Ratini, presidente di Regi group, tra i principali produttori italiani conto terzi di make-up e skincare e tra i sottoscrittori dell’istanza di riconoscimento assieme ad altre 35 realtà e istituzioni, tra cui Ancorotti cosmetics e Lumson. «Da qui il valore aggiunto di essere in questa piattaforma: fare rete e spingere oltre l’impegno nell’innovazione».
È d’accordo Graziano Fumarola, coo di Ancorotti, azienda che impiega quasi 1000 addetti e che solo nel 2024 ha esportato il 90% della produzione per un totale di 100 milioni. «La formazione continua e la vicinanza all’università saranno fondamentali per colmare le esigenze tecnologiche delle aziende cosmetiche, che investono già il 6% del fatturato in ricerca e innovazione, più del doppio della media nazionale», ha detto. E infatti al cuore del progetto ci sono già quattro atenei lombardi: il Politecnico di Milano e le Università Statale, Bicocca e di Pavia. «Una sfida del cluster è la multidisciplinarietà: mettere insieme le competenze per portare avanzamenti concreti al comparto», ha affermato Monica DiLuca, prorettrice alla ricerca della Statale. Tra gli obiettivi della piattaforma, pronta ad accogliere nuovi soggetti per rappresentare l’intera filiera, c’è il sostegno alla crescita della pmi, «mettendole a conoscenza delle opportunità e delle misure che si aprono da oggi», ha concluso Alessandro Fermi, assessore all’Università, ricerca e innovazione in Regione. (riproduzione riservata)
- Genera un report programmato sui prossimi sviluppi del cluster cosmetico lombardo e le sue iniziative di finanziamento.
- Cosa si intende per Cosmetic Valley e quali sono le sue principali caratteristiche nel panorama europeo?
- Ci sono stati altri esempi di settori industriali in Italia che hanno creato un cluster per la crescita?