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A settembre i premi green di Cnmi

Tornano il 24 del mese i Sustainable fashion awards organizzati da Camera della moda in partnership con la Ethical fashion initiative delle Nazioni unite. Dieci i premi che saranno conferiti a realtà virtuose lungo tutta la filiera

di Giada Cardo
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Da sinistra, Carlo Capasa, Dominique Meyer, Alessia Cappello, Desirée Bollier e Simone Cipriani (courtesy Cnmi)
Da sinistra, Carlo Capasa, Dominique Meyer, Alessia Cappello, Desirée Bollier e Simone Cipriani (courtesy Cnmi)

I Cnmi sustainable fashion awards sono pronti a tornare il 24 settembre al Teatro alla scala, in chiusura della Milano fashion week dedicata alle collezioni donna per la spring-summer 2024. L’appuntamento di Camera della moda italiana volto a premiare la moda sostenibile rinnova quindi per il sesto anno la partnership con Efi-Ethical fashion initiative delle Nazioni unite, unendo al glamour l’impegno ad accompagnare le aziende verso la transizione green. «Nell’ecodesign e nell’economia circolare c’è il futuro della moda e dalla prima edizione abbiamo fatto tanta strada, coinvolgendo tutta la filiera», ha detto Carlo Capasa, presidente di Cnmi, alla conferenza stampa di ieri pomeriggio al ridotto Toscanini. «La sostenibilità è un viaggio e come tale è in continua evoluzione. Il ruolo di un award come questo è di mettere in luce l’approccio e gli aspetti importanti utili a costruire una nuova cultura della moda», ha proseguito Capasa, che ha anche ricordato l’impegno di Cnmi e Fashion trust nel sostenere i giovani.

Durante l’evento, che sarà presentato da Sabrina Impacciatore, saranno conferiti dieci premi ad altrettante realtà del settore che risponderanno ai criteri di due diligence Esg secondo un quadro creato da Efi con Cnmi. Il processo di selezione dei vincitori ha visto il coinvolgimento di un advisory committee, composto da 25 associazioni e organizzazioni non-profit italiane e internazionali che si occupano di moda sostenibile, e di una giuria internazionale formata da professionisti e personalità rilevanti della fashion industry. Delle oltre 150 candidature ricevute, ogni membro della commissione, tra cui Confindustria e Confartigianato moda, Fashion institute of technology, Smi-Sistema moda Italia, Unic-Concerie italiane, London college of fashion e Milano fashion institute, ha nominato tra le cinque e le dieci realtà da sottoporre all’attenzione della giuria, che decreterà il vincitore per ogni categoria di premio.

Anche quest’anno la giuria sarà presieduta dalla Ellen MacArthur foundation, rappresentata dal suo ceo Andrew Morlet. Tra i membri lo stesso Capasa, Roberta Annan, Teneshia Carr, Paola Deda, Kerry Kennedy, Federica Marchionni, Samata Pattinson, Teddy Quinlivan e Simone Cipriani, quest’ultimo head e founder di Efi e chair di Un alliance for sustainable fashion. «Con questo premio supportiamo le aziende nel percorso verso la transizione ecologica, fornendo loro gli strumenti per farlo. Lo sforzo deve essere distribuito lungo tutta la filiera per cambiare davvero le cose», ha spiegato Cipriani. Dei dieci riconoscimenti che saranno consegnati, due vedranno il coinvolgimento della Ellen MacArthur foundation e di The Bicester collection. L’Ellen MacArthur foundation award for circular economy, alla sua seconda edizione, premierà i leader del settore che si distinguono per l’applicazione di principi di economia circolare al loro lavoro, eliminando rifiuti e inquinamento e rigenerando la natura.

The Bicester award for emerging designers, invece, andrà invece a beneficio di tre talenti emergenti sostenibili, supportandoli a produrre un impatto positivo a livello sociale, economico e ambientale grazie a un programma di mentoring e all’inserimento nelle prossime pop-up boutique The creative spot dei villaggi della collezione. «Siamo onorati di aver scritto il primo capitolo dei premi green di Cnmi e oggi ci riempie di orgoglio celebrare il prossimo passo di questo viaggio», ha commentato Desirée Bollier, chair e global chief merchant di The Bicester collection di Value retail management. «Con la sua rilevanza a livello internazionale, la moda milanese ha un ruolo centrale nel sensibilizzare verso una maggiore responsabilità sociale e ambientale. Ecco perché questo premio è così importante per la città e l’intero settore», ha sottolineato Alessia Cappello, assessore allo sviluppo economico e politiche del lavoro, con delega a moda e design del Comune di Milano.

«In Italia siamo pieni di esempi virtuosi. Penso al progetto di Giorgio Armani per la produzione di cotone a minore impatto ambientale in Puglia (vedere MFF del 5 giugno) o al continuo impegno di Prada nella salvaguardia degli oceani. Ora, per generare la trasformazione di cui c’è bisogno, le aziende devono fare sistema tra di loro», ha concluso l’assessore. Tornando all’evento di settembre, rappresentato simbolicamente da Il terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto, per la prima volta in assoluto sarà Villa Eugénie, fondata da Etienne Russo, a collaborare con Cnmi per progettare e produrre la cerimonia. (riproduzione riservata)

Orario di pubblicazione: 20/06/2023 02:00
Ultimo aggiornamento: 20/06/2023 10:41
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