Capitale garantito e cedole semestrali
Il pagamento dei premi periodici è però vincolato a una chiusura positiva dell'S&P500 e non contempla alcun effetto memoria
Alberto Micheli
15/10/2022
Venerdì scorso, 7 ottobre, si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Protection targati Banca Cesare Ponti: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà emesso mercoledì 26 ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’1,80% e una quota di costi di strutturazione pari allo 0,75%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè l’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice S&P500. A seconda di come si muoverà il paniere Usa nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (26 ottobre 2026), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice come logica di fondo e prevede il pagamento condizionato di una serie di importi addizionali, che potranno essere corrisposti con frequenza semestrale se nelle relative date di valutazione il sottostante chiuderà a un livello superiore al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 25 ottobre. Molto semplicemente, nelle date in cui l’S&P500 farà segnare una performance positiva rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo non sarà pagato, né potrà essere recuperato in alcuna occasione successiva. Per questa emissione non è infatti prevista l’applicazione del cosiddetto “effetto memoria”. L’ammontare del premio semestrale è di 31 euro, il 3,1% lordo del valore nominale. A scadenza il rimborso del capitale sarà infine garantito da una protezione integrale, in virtù della quale il prezzo di liquidazione sarà sempre pari a quello di emissione (1.000 euro), indipendentemente dallo scenario di mercato. A questo proposito va però ricordato come la protezione integrale del capitale iniziale sarà garantita solo a scadenza, quindi in caso vendita anticipata sul mercato secondario, il prezzo di mercato potrebbe risultare anche inferiore a quello di emissione: uno scenario fortemente ribassista, che dovesse mettere in dubbio il pagamento di uno o più importi addizionali, finirebbe infatti per essere scontato nel prezzo del certificato, proiettandolo al di sotto della parità, così come un aumento dei tassi di mercato potrebbe avere un impatto negativo simile a quello di un’obbligazione a tasso fisso.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica evidentemente sbilanciata verso il contesto obbligazionario, considerando il rendimento di tipo cedolare, ma soprattutto la protezione integrale del capitale iniziale, che di fatto riduce il rischio di perdita alla sola solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, l’elemento negativo è dato dall’assenza dell’effetto memoria sui premi annuali, sui quali grava quindi un rischio effettivo di mancato incasso. Per contro, l’ammontare dei premi è certamente interessante e considerando anche il deciso ribasso pagato dal mercato Usa da inizio anno, anche il timing d’ingresso potrebbe risultare potenzialmente vantaggioso. (riproduzione riservata)