Capitale garantito e cedole con memoria
La proposta di Banca Cesare Ponti prevede una serie di premi annuali condizionati, senza esporre il capitale al rischio di mercato
Alberto Micheli
14/05/2022
Si chiuderà tra un paio di settimane il collocamento di una nuova serie di certificati Protection targati Banca Cesare Ponti: si tratta di uno strumento destinato alla quotazione sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana. Sarà emesso martedì 30 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 2,50% e una quota di costi di strutturazione pari all’1,50%: questi elementi impliciti di costo andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale incondizionata, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè l’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice Stoxx Europe ESG Leaders Select 30, un benchmark che comprende 30 titoli selezionati tra le compagnie leader in Europa in base ai criteri ESG e che presentano una volatilità storicamente bassa e dividendi elevati. A seconda di come si muoverà il paniere nell’arco dei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare. I rischi sono decisamente inferiori rispetto a quelli di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della protezione incondizionata del capitale, ma anche il rendimento potenziale sarà proporzionalmente inferiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di cinque anni (31 maggio 2027), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione sul SeDeX garantirà comunque sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è piuttosto semplice come logica di fondo e prevede il pagamento condizionato di una serie di importi addizionali, che potranno essere corrisposti con frequenza annuale se nelle relative date di valutazione il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 31 maggio. Molto semplicemente, nelle date in cui lo Stoxx Europe ESG Leaders Select 30 farà segnare una performance non negativa rispetto allo strike, il premio sarà corrisposto, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse tornare verificata: tutti gli importi addizionali potranno infatti beneficiare del cosiddetto “effetto memoria”. L’ammontare del premio annuale è di 37 euro, il 3,7% lordo del valore nominale. A scadenza il rimborso del capitale sarà infine garantito da una protezione integrale, in virtù della quale il prezzo di liquidazione sarà sempre pari a quello di emissione (1.000 euro), indipendentemente dallo scenario di mercato. A questo proposito va però ricordato come la protezione integrale del capitale iniziale sarà garantita solo a scadenza, quindi in caso liquidazione anticipata sul mercato secondario, il prezzo di mercato potrebbe risultare anche inferiore a quello di emissione: uno scenario fortemente ribassista, che dovesse mettere in dubbio il pagamento di uno o più importi addizionali, finirebbe infatti per essere scontato nel prezzo del certificato, proiettandolo al di sotto della parità, così come un aumento dei tassi di mercato potrebbe avere un impatto negativo analogo a quello di un’obbligazione a tasso fisso.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica sbilanciata verso il contesto obbligazionario, considerando il rendimento di tipo cedolare, ma soprattutto la protezione integrale del capitale iniziale, che di fatto riduce il rischio di perdita alla sola solvibilità dell’emittente, esattamente come accade per i bond. Si ricorda infatti che tutti i certificati sono esposti al rischio di credito dell’emittente, allo stesso livello di un’obbligazione senior non subordinata. Quanto al potenziale di guadagno, l’elemento positivo è dato soprattutto dall’effetto memoria sui premi annuali, che nel lungo termine potrà ammortizzare l’elevata dose di rischio che attualmente grava sui listini azionari: va comunque rilevato come il potenziale di rendimento sarà vincolato a un andamento non negativo del sottostante. (riproduzione riservata)