Il «Piano strategico Zes unica», adottato a fine 2024, con a disposizione oltre 2 miliardi di euro rappresenta un «fondamentale fattore di rilancio» dei territori della Zona economica speciale ossia le regioni del Sud Italia: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Ma serve «un puntuale monitoraggio» sull'impatto delle misure attuate e «un'incisiva azione amministrativa» da parte della Struttura di missione. Questo il monito lanciato dal Collegio del controllo concomitante della Corte dei conti in una delibera con cui la magistratura contabile ha approvato la relazione sullo stato di avanzamento del progetto, riservandosi ulteriori approfondimenti istruttori.
Nella pratica la Zes, ricordano i giudici contabili, «è uno strumento di semplificazione amministrativa che consente di avviare attività economiche o di insediare attività industriali, produttive e logistiche nella Zes unica, presentando le necessarie istanze e comunicazioni allo sportello unico digitale». Fino al 9 aprile di fronte a una richiesta per oltre 2,5 miliardi di euro di crediti d’imposta sono stati resi disponibili già 2 miliardi di euro. Un terzo degli investimenti è stato diretto in Campania (il 35,7%), seguita da Sicilia (21,38%) e Puglia (18,05%). (riproduzione riservata)