Paolo Zampolli non demorde. L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America per le partnership globali ha detto a Il Processo al 90° su Rai2 che il ripescaggio dell’Italia ai Mondiali di Calcio che inizieranno il prossimo 11 giugno e si disputeranno in Messico, Canada e Stati Uniti, è ancora possibile.
«Le percentuali di una mancata partecipazione dell'Iran ai Mondiali? Non le posso dire», ha affermato Zampolli. «Il sogno rimane, sono azzurro e vorrei che l'Italia ci fosse. Ho suggerito al presidente Trump, informando Gianni Infantino (il presidente della Fifa, ndr), che se per caso l'Iran non dovesse partecipare, dovremmo avere l'Italia. Cosa ne pensa Trump? Il presidente adora l'Italia, bisognerebbe chiederlo a lui».
In realtà nei giorni scorsi Infantino ha ribadito più volte che l’Iran parteciperà ai Mondiali. Ma Zampolli, che Trump lo conosce molto bene visto che è stato lui a presentargli la futura First Lady Melania, insiste, forse sperando di fare leva sul rapporto di amicizia che lo lega al capo della Casa Bianca. D’altronde la tregua con l’Iran è «in terapia intensiva», come ha dichiarato lo stesso Trump. E se gli animi si riaccendessero, la rinuncia dell’Iran ai Mondiali non sarebbe affatto da escludere.
Zampolli è convinto che il posto dell’Iran verrebbe preso dall’Italia, la squadra con il ranking più alto fra le escluse dalla competizione. Da regolamento, la Fifa ha «discrezione esclusiva» su cosa fare ma i più sono convinti che ripescherebbe invece un’altra nazionale della Confederazione asiatica del calcio.
«Un Mondiale senza Messi non è bello e la stessa cosa vale per l'assenza dell'Italia. I giocatori e gli allenatori dell'Iran sono tutti benvenuti. Le persone legate a organizzazioni terroristiche invece no», ha però dichiarato Zampolli al Processo.
Di certo l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti d’America per le partnership globali ci proverà fino all’ultimo. La sua offensiva mediatica a favore del ripescaggio dell’Italia continua: oggi ha postato sui social un suo incontro con l’influencer Andrew Tate, che su X conta quasi 11 milioni di follower: «Io sono per l’Italia ai Mondiali», ha detto l’ex kickboxer professionista, noto per lo stile di vita sfarzoso e per le sue posizioni controverse sulla mascolinità tossica. «Ho visto i tifosi italiani allo stadio, le loro donne sono bellissime, penso che l’Italia dovrebbe partecipare ai Mondiali». (riproduzione riservata)