Wonderful chiude un nuovo round di finanziamento da 550 milioni di dollari con una valutazione di 5 miliardi di dollari. L'operazione, un round C, è stata guidata da Insight Partners, con la partecipazione di Salesforce e degli investitori già presenti nel capitale, tra cui Index Ventures, Ivp, Vine Ventures, 9Yards e Bessemer Venture Partners.
La nuova raccolta arriva a pochi mesi dal precedente round B, chiuso a marzo, e segna un'accelerazione significativa nel percorso di crescita della startup di intelligenza artificiale israelo-olandese (sviluppa software per coordinare agenti di AI all’interno delle imprese).
Da allora Wonderful ha esteso la propria attività a oltre 35 mercati e portato a 650 il numero dei dipendenti a livello globale. Parallelamente, la piattaforma si è evoluta da soluzione per l'adozione dell'intelligenza artificiale a un'infrastruttura più ampia, che la società definisce un vero e proprio «AI operating system» per le imprese.
La scommessa è intercettare una fase successiva rispetto all'attuale diffusione dell'AI nelle aziende. Se finora molte organizzazioni hanno introdotto modelli e strumenti di intelligenza artificiale per singoli dipartimenti o casi d'uso, l'obiettivo della società è fornire un livello infrastrutturale comune attraverso cui coordinare agenti, workflow, applicazioni e modelli AI all'interno dell'intera organizzazione.
La piattaforma consente di automatizzare flussi di lavoro end-to-end, sviluppare applicazioni AI-native e coordinare agenti in diverse funzioni aziendali. Il modello è pensato per essere aperto e compatibile con gli stack tecnologici già esistenti, permettendo alle imprese di utilizzare differenti modelli di intelligenza artificiale senza dover ricostruire l'infrastruttura o vincolarsi a un singolo fornitore.
«Siamo entrati in una nuova era della trasformazione delle imprese», ha dichiarato Bar Winkler, ceo e co-fondatore di Wonderful. Secondo Winkler, così come il cloud è diventato un'infrastruttura fondamentale per le imprese moderne, i sistemi operativi per l'AI sono destinati a svolgere un ruolo analogo nell'organizzazione aziendale.
Il punto, nella strategia della società, è evitare che la rapida proliferazione di strumenti AI produca una nuova frammentazione tecnologica. L'idea è quindi costruire un'infrastruttura condivisa, il cui valore possa aumentare man mano che l'intelligenza artificiale viene estesa a un numero crescente di funzioni.
La piattaforma integra inoltre funzioni comuni di governance, sicurezza e controllo, con l'obiettivo di rendere gestibile l'adozione dell'AI anche su larga scala. Un elemento centrale è l'approccio aperto. «Le imprese non dovrebbero essere costrette a sostituire tutto ciò che già utilizzano per diventare AI-native», ha sottolineato Roey Lalazar, cto e co-fondatore di Wonderful. I clienti possono quindi scegliere le singole componenti, integrarle con i sistemi esistenti e selezionare modelli differenti a seconda del workload.
La società punta infine a evitare che l'adozione dell'AI generi una nuova dipendenza tecnologica. Know-how, integrazioni e strumenti sviluppati per un progetto possono infatti essere riutilizzati nei successivi, creando una sorta di patrimonio tecnologico condiviso all'interno dell'organizzazione.
Per Insight Partners, che ha guidato il nuovo round, è proprio questa capacità di passare da singoli progetti AI a un'infrastruttura trasversale a rappresentare l'opportunità principale. «Molte aziende stanno applicando l'intelligenza artificiale a singoli dipartimenti o specifici casi d'uso. Wonderful sta invece costruendo il livello operativo che consente alle imprese di portare l'AI su scala, estendendola all'intera organizzazione», ha sottolineato Jeff Horing, co-fondatore e managing director di Insight Partners.
Il nuovo capitale, 550 milioni, servirà ad accelerare lo sviluppo del prodotto, ampliare a livello globale i team dedicati all'implementazione e sostenere la crescente domanda da parte delle imprese.
La raccolta porta così Wonderful in una posizione sempre più rilevante nel mercato dell'AI enterprise, in una fase in cui le aziende stanno passando dalla sperimentazione di singoli strumenti all'integrazione dell'intelligenza artificiale nei processi core.
La valutazione di 5 miliardi di dollari riflette proprio questa aspettativa: non limitarsi a vendere applicazioni AI, ma diventare uno strato infrastrutturale attraverso cui le imprese possano sviluppare, governare e scalare l'utilizzo dell'intelligenza artificiale. (riproduzione riservata)