Profondo rosso per Wizz Air sul listino di Londra. La compagnia aerea low-cost crolla di oltre il 26% intorno alle 12,30 del 5 giugno sul listino di Londra, registrando il calo peggiore degli ultimi cinque anni. A trascinare giù il titolo i conti dell’anno fiscale 2025, chiuso con un utile sotto le stime, e la mancanza di una guidance per il 2026 dovuta alla scarsa visibilità.
Nel dettaglio, il vettore ha contabilizzato un utile netto di 225,8 milioni di euro nei dodici mesi conclusi il 31 marzo, in calo rispetto ai 376,6 milioni dello scorso esercizio e al di sotto del range di 250-300 milioni di euro che aveva stimato nella guidance. Wizz aveva tagliato l’outlook sul 2025 a gennaio, citando i costi dovuti alla messa a terra degli aerei per la manutenzione e i problemi ai motori Pratt & Whitney.
Nell’intero esercizio, le spese operative, escluse il carburante, sono aumentate di quasi il 19% a 3,3 miliardi di euro. L’eps (utile per azione) è sceso invece da 2,96 a 1,78 euro per azione, mentre i ricavi sono aumentati del 3,8% a 5,27 miliardi di euro, in scia all’aumento del traffico passeggeri da 62 a 63,4 milioni, con un fattore di carico in miglioramento al 91,2%.
«Nonostante l'improduttività di una flotta a terra, abbiamo registrato con successo un secondo anno consecutivo di redditività», ha commentato l’amministratore delegato József Varadi in una nota, aggiungendo che «la percentuale di aeromobili a terra rispetto alla flotta totale continua a migliorare, consentendoci di concentrarci sugli elementi chiave della nostra strategia: conquistare quote di mercato, consolidare posizioni di leadership e impiegare la nostra esperienza per mitigare le sfide del nostro settore». In particolare, alla fine di marzo sono rimasti a terra 42 velivoli, ma il numero dovrebbe scendere a circa 34 entro la fine della prima metà dell’anno fiscale 2026».
Quanto alle prospettive future, Wizz Air ha deciso di non fornire alcuna guidance per l’anno fiscale 2026, a causa della scarsa visibilità. Ciononostante, il gruppo prevede una crescita della capacità di oltre il 20% e un fatturato superiore a quello del 2025. (riproduzione riservata)