Il consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, ha completato la posa del sesto cassone della nuova diga foranea di Genova, un progetto realizzato per conto dell'Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale. Alle ore 11 di lunedì 20 gennaio, il titolo Webuild sale dello 0,2%, scambiando a 2,98 euro per azione.
I cassoni, che saranno in tutto circa 90, sono alti come palazzi (fino a 33 metri di altezza), realizzati e riempiti con tecniche specialistiche per garantire sicurezza e resistenza all'infrastruttura. Il progetto, dall'elevato profilo di difficoltà tecnica, coinvolge attualmente in totale oltre 400 persone, tra personale diretto e di terzi, di cui 150 al lavoro in mare aperto.
Parallelamente, procede anche il consolidamento dei fondali lungo il perimetro che ospiterà la futura diga, su cui a oggi sono state realizzate circa 17.800 colonne di ghiaia sommerse, destinate a migliorare la resistenza e la stabilità del basamento dell'opera.
Per questa fase di lavorazione, viene impiegata una flotta di mezzi attrezzati con sei vibroflot, guidati da personale specializzato su gru alte fino a 100 metri, per compattare terreni dalle particolari caratteristiche come quelli dei fondali al largo di Genova.
La nuova diga foranea permetterà l'accesso al porto di Genova a navi lunghe fino a 400 metri. Il progetto è destinato a consolidare il ruolo del porto di Genova nel corridoio Reno-Alpi della rete di trasporto trans-europea Ten-t, di cui è parte anche il progetto unico terzo valico dei Giovi-Nodo di Genova, realizzato anche questo da Webuild, contribuendo così ulteriormente alla crescita del sistema portuale della città con un focus specifico sul tema della sostenibilità ambientale.
La nuova diga compare più volte nell'inchiesta sulla corruzione, che ha portato al patteggiamento, tra gli altri dell'ex presidente della Regione, Giovanni Toti, e dell'ex numero uno dell'Autorità di sistema portuale, Paolo Emilio Signorini. Nonostante ciò, il progetto non sembra esser messo in discussione.
Entro la fine del 2024 erano previsti 12 cassoni della diga, ma al momento si stanno adottando misure per recuperare il ritardo accumulato. I commissari per l'opera, Bucci e De Simone, che hanno avviato i lavori con la posa della prima pietra il 4 maggio 2023, hanno recentemente rassicurato che i lavori subiranno un'accelerazione e che la diga sarà completata, come pianificato, entro novembre 2026. (riproduzione riservata)