Milano corre sui binari del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Nel capoluogo lombardo è già stato concluso il 33,7% dei 27.101 progetti concordati con Bruxelles, per un valore complessivo di 5,86 miliardi di euro. Un dato superiore alla media nazionale, dove il tasso di completamento sfiora il 24% dei 672.549 interventi dal valore di 173,3 miliardi censiti nella banca dati ReGiS. Questa è la fotografia scattata dal dossier «Lo stato di attuazione del Pnrr per il conseguimento della decima rata. L'avanzamento del Piano, i profili finanziari e la programmazione nelle Regioni», realizzato dal Servizio Studi di Camera e Senato.
Roma mostra invece un ritmo di attuazione più lento. Il numero di progetti previsti per la capitale è leggermente superiore a quello deciso con l’Ue per Milano (si tratta di 27.448 contro 27.101) ma il valore è nettamente superiore: 9,19 miliardi per Roma rispetto ai 5,8 miliardi per la città meneghina Al contrario, la percentuale di realizzazione dei progetti capitolini è meno della metà di quella registrata a Milano, con il 14,1% degli interventi conclusi contro il suddetto 33,7%.
Eppure Milano non detiene il primato regionale in Lombardia, che anzi ha un livello medio di realizzazione ancora più alto al 40,4%. Il tutto a fronte del più ampio volume di risorse assegnate tra le regioni italiane: 21,9 miliardi di euro distribuiti su 115.731 progetti. A guidare la classifica regionale è infatti Como con il 66,8% dei progetti già completati, a fronte di 7.100 interventi finanziati per circa 764 milioni di euro. Subito dietro si colloca Lecco, dove risultano conclusi il 66,4% dei 4.626 progetti finanziati, per un valore di oltre 560 milioni. Da notare, inoltre, che in entrambe le province non risultano progetti ancora da avviare.
Nella graduatoria delle regioni più avanti nell'esecuzione del Pnrr, tuttavia, la Lombardia è solo seconda sul podio. La medaglia d’oro, segnalano i Servizi Studi di Camera e Senato, va al Trentino-Alto Adige, dove è stato completato il 46,4% dei 22.676 progetti finanziati per circa 2,9 miliardi di euro. Si è guadagnata, invece, il terzo posto sul podio il Friuli-Venezia Giulia, con il 37,2% dei progetti conclusi.
Allargando lo visuale a tutto lo Stivale, l’Italia continua a mantenere un vantaggio significativo rispetto agli altri Stati membri dell’Unione europea. Con l'incasso della nona rata, avvenuto il 3 giugno, l’Italia ha raggiunto il 72,3% dei traguardi e degli obiettivi previsti (416 su 575) e ha ottenuto l'85,4% delle risorse assegnate, pari a 165,99 miliardi di euro sui 194,4 complessivi. Risultati notevolmente superiori alla media degli altri 26 Stati dell’Ue, con il 57,9% dei traguardi e obiettivi previsti raggiunti (3.281 su 5.671 complessivi) e il 68,7% delle risorse previste incassate (262,5 sui 382,2 miliardi). (riproduzione riservata)