Nel raggiungimento degli obiettivi concordati con l’Ue e nella messa a terra delle risorse europee, l’Italia ha accelerato negli ultimi sei mesi del 2025. Ma restano delle criticità. Questo, in breve, il quadro delineato dalla Relazione semestrale sullo stato di attuazione del Pnrr stilata dalle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti.
Da un lato, si notano «significativi avanzamenti sulle riforme» e sul fronte delle opere pubbliche, dove il Pnrr «continua ad avanzare senza ulteriori rallentamenti, ma senza recuperare i ritardi già accumulati». L’Italia ha, infatti, conseguito tutti i 50 obiettivi europei in scadenza nel secondo semestre 2025, con un tasso di avanzamento complessivo del 72%, in aumento di 8 punti rispetto al semestre precedente, rileva la Corte.
Dall’altro lato, l’avanzamento finanziario del Pnrr, sotto il profilo della spesa sostenuta, ha segnato una «forte accelerazione»: a fine febbraio 2026 ha raggiunto 113,5 miliardi, rispetto agli 83 miliardi di agosto 2025, superando il 58% delle risorse complessive del Piano. I magistrati contabili segnalano che «il rafforzamento è diffuso tra le missioni, con dinamiche più marcate in Infrastrutture per la mobilità sostenibile, Inclusione e coesione e REPowerEU, mentre i valori assoluti più elevati si registrano in Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura e in Rivoluzione verde e transizione ecologica».
Tuttavia, «resta rilevante la quota di spesa destinata a slittare oltre il 2026: secondo le prime stime delle amministrazioni si tratta di circa 24,2 miliardi riferiti a 66 misure, pari a poco meno del 40% della dotazione delle misure interessate». Il fenomeno riguarda soprattutto strumenti finanziari e incentivi alle unità produttive, con incidenze più elevate nelle missioni Infrastrutture per la mobilità sostenibile, REPowerEU e Rivoluzione verde. «Per la parte già ripartita a livello temporale, quasi la metà della spesa è attesa nel 2027», spiega la Corte.
La relazione si è soffermata anche sul Piano complementare al Pnrr, la cui attuazione finanziaria è nettamente avanzata: a fronte di 21,7 miliardi di risorse disponibili al 2025, risultano impegni per 21,4 miliardi (98,6%) e pagamenti per 18,1 miliardi (83,6%). Restano però differenze nei livelli di avanzamento, «con ritardi nei pagamenti in alcuni ambiti, tra cui agricoltura, comunicazioni e parte della mobilità sostenibile», ha segnalato la Corte. (riproduzione riservata)