Il titolo Webuild cade sui minimi di aprile a Piazza Affari a 3,224 euro dopo che la Corte dei Conti ha bloccato il Ponte sullo Stretto di Messina. Poi trova la forza di reagire e guadagna in chiusura il 30 ottobre un +0,8% a 3,51 euro. Il governo Meloni va verso l'iter politico per arrivare all'approvazione del progetto. Ma le tempistiche si allungano.
La Corte dei Conti ha negato il 29 ottobre il visto di legittimità alla delibera Cipes (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) relativa all’opera da 13,5 miliardi di euro, assegnata a Eurolink, consorzio guidato da Webuild. Le motivazioni formali della Corte dei Conti verranno rese note entro 30 giorni.
«Secondo quanto abbiamo appreso le principali problematiche riguardano la conformità del progetto alle regole Ue sulla concorrenza, con riferimento ai forti aumenti dei costi rispetto al bando originale di 3,8 miliardi di euro assegnato al consorzio Eurolink nel 2005; la mancanza di documentazione sul processo burocratico che ha portato alla delibera del Cipess; la decisione di considerare il progetto come procedura straordinaria per necessità e urgenza», ha sottolineato Banca Akros.
Immediate le reazioni politiche di tutti i partiti di maggioranza e anche della premier, Giorgia Meloni, che hanno ribadito la volontà dell'esecutivo di portare avanti il progetto. Mentre è in corso una riunione di emergenza dell’esecutivo, il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha già indicato che l'intenzione è approvare il progetto in Consiglio dei ministri, evidenziando interessi pubblici superiori. La delibera tornerebbe alla Corte dei Conti che a quel punto dovrebbe approvarla con riserva, rendendola efficace. Di conseguenza anche il contratto con Eurolink sarebbe efficace.
L'iter politico è previsto dalla legge, ma non è mai stato utilizzato per un atto economico così rilevante e l'approvazione con riserva può dare luogo a responsabilità politica del governo con il Parlamento che potrebbe eventualmente intervenire, ha evidenziato Equita, sottolineando che il Ponte sullo Stretto di Messina è un catalyst importante per Webuild, data la dimensione del progetto e la rilevanza per altre opere da sviluppare in continuità. «Il supporto politico è chiaro, ma la decisione della Corte dei Conti riduce notevolmente la visibilità almeno sulle tempistiche», precisa la sim.
In ogni caso il Ponte sullo Stretto di Messina non è incluso né nei target (e backlog, portafoglio ordini) di Webuild né nelle stime degli analisti di Banca Akros e di Equita. «Lo stop non altera, quindi, le nostre attuali stime per fine anno: ricavi a 13,242 miliardi dagli 11,958 miliardi del 2024 e utile netto adjusted a 375 milioni dai 247 milioni del precedente esercizio. E con il titolo Webuild che tratta a 9-8 volte il multiplo prezzo/utile 2025/2026 e 4-3,5 volte l’ev/ebit 2025-2026 il rating resta buy e il target price a 4,50 euro», conclude Equita.
Secondo l’analisi preliminare pubblicata da Banca Akros lo scorso 7 agosto del 2025, la costruzione del Ponte aggiungerebbe circa 28 milioni di euro all’utile netto rettificato del gruppo tra l’esercizio 2028 e l’esercizio 2033, pari a circa il 9% dell’utile per azione stimato per l’esercizio 2027. Anche Banca Akros mantiene un giudizio positivo sul titolo Webuild: accumulate con un target price a 4,10 euro.
Mediobanca Research, pur parlando di un esito negativo per Webuild perché viene posticipato l’avvio del progetto (l’azienda pubblicherà le informazioni periodiche su nuovi ordini e performance aziendali il prossimo 13 novembre), ha ribadito il rating outperform con un target price a 4,50 euro, lo stesso di Intermonte (rating outperform) che sottolinea: «il progetto non solo non è incluso nel piano di Webuild, ma non è scontato dai prezzi di borsa: stimiamo un net present value per Webuild, maggior azionista del consorzio Eurolink che dovrebbe realizzarlo, di 0,3/0,5 euro per azione. Tuttavia, in attesa di capire gli sviluppi, lo stop della Corte dei Conti è inatteso e riduce una delle aree di upside del nuovo piano che sarà presentato all’inizio del 2026».
Per altro attualmente il consenso Bloomberg vede ben 6 rating buy sull’azione, 1 hold e 0 sell con un target price medio a 4,43 euro che implica un potenziale margine di apprezzamento del 30% circa rispetto alla quotazione attuale, anche senza Ponte. (riproduzione riservata)