Nel giorno del suo 92esimo compleanno, Warren Buffett ha visto la sua Berkshire Hathaway chiudere in ribasso dello 0,8%. Da inizio anno la società ha perso il 5,4%, comunque meno del 13,1% lasciato sul terreno dall'indice Dow Jones. Per lungo tempo l'uomo più ricco del mondo (ora è al sesto posto con un patrimonio netto di 100 miliardi di dollari), proprio oggi Buffett ha visto salire per la prima volta sul podio del Bloomberg Billionaires Index un indiano: Gautam Adani ha superato il francese Bernard Arnault (LVMH) piazzandosi al terzo posto con 137 miliardi di dollari, alle spalle di Jeff Bezos (Amazon) con 153 miliardi e di Elon Musk (Tesla e SpaceX) con 251 miliardi. Anche oggi Wall Street ha sofferto per il trauma post Jackson Hole, dove venerdì il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha detto chiaro e tondo che combatterà l'inflazione anche a costo di provocare una recessione. Guarda caso oggi il petrolio Wti è sceso del 5,2% a 92 dollari al barile. Da notare anche che i clienti di Bank of America sono stati venditori netti di azioni per la seconda settimana consecutiva. Così oggi il Dow Jones ha chiuso in ribasso dell'1%, il Nasdaq dell'1,1% e lo S&P500 dell'1,1%.
Snap ha in programma di licenziare circa il 20% dei suoi oltre 6.400 dipendenti. I licenziamenti inizieranno già domani e colpiranno alcuni dipartimenti più duramente di altri. In particolare, il team che lavora sui modi in cui gli sviluppatori possono creare mini app e giochi all'interno di Snapchat subirà un forte impatt dai tagli, come pure Zenly, l'app di social mapping acquistata nel 2017. Il titolo Snap ha chiuso in ribasso del 2,5%.
Adani, 60 anni, imprenditore di prima generazione, ha fatto fortuna con i porti e con il commercio di materie prime e ora guida il terzo conglomerato più grande dell'India con interessi che vanno dall'estrazione del carbone fino agli aeroporti e ai media. Il valore del gruppo Adani Enterprises, di cui il miliardario possiede il 75%, è aumentato di oltre il 2.400% da marzo 2020 ed è raddoppiato negli ultimi sei mesi. I critici sostengono che Adani ha beneficiato finanziariamente della sua stretta amicizia con il primo ministro indiano, Narendra Modi. Quando nel 2018 è stato avviato il processo di privatizzazione di sei aeroporti indiani, Modi ha allentato le regole per consentire anche alle aziende prive di esperienza nel settore di partecipare alla gara. La società di Adani ha acquistato tutti e sei ed è diventata il più grande operatore aeroportuale dell'India. (riproduzone riservata)