Non poteva durare l'euforia di Wall Street per un'inflazione Usa all'8,5% a luglio. Siamo ancora a livelli altissimi. Non si capisce bene, quindi, perché la Federal Reserve a settembre debba rallentare il passo dei rialzi dei tassi e decidere un aumento dello 0,50% invece dello 0,75%. D'altronde oggi dalle colonne del Financial Times, Mary Daly, la governatrice della Fed di San Francisco, ha proclamato che è troppo presto per dichiarare vittoria nella guerra contro l'inflazione. Come ha sottolineato Hendrik Tuch, capo del reddito fisso di Aegon Asset Management, "la maggior parte degli investitori è chiaramente ancora nella mentalità del decennio precedente, secondo cui la politica monetaria rimarrà allentata per sempre e i cicli di rialzo dei tassi saranno poco profondi e brevi. Nei prossimi trimestri, questa visione sarà messa in discussione dalle banche centrali che dovranno recuperare la loro credibilità nella lotta all'inflazione". Come se avessero letto queste parole, gli indici di Wall Street, dopo una partenza positiva, hanno virato verso il basso. alla fine il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,1%, il Nasdaq in calo dello 0,6% e lo S&P500 dello 0,1%.
Da segnalare il rialzo di Disney (+4,6%), che ha ha registrato numeri di abbonati più forti del previsto nell'ultimo trimestre, insieme a utili e ricavi che hanno superato le aspettative. Disney ha anche annunciato che aumenterà i prezzi per Disney+. Pfizer ha perso invece il 3,3% perché coinvolto in una raffica di cause legali secondo cui ll farmaco Zantac, contro i bruciori di stomaco e il reflusso gatrsico, provoca il cancro. In passato Pfizer ha commercializato il farmaco. Secondo gli analisti di Morgan Stanley le cause potrebbero arrivare a costare alle aziende farmaceutiche tra i 10,5 e 45 miliardi di dollari.