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The Street 17 agosto - le news da Wall Street

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Wall Street teme le esercitazioni russo-cinesi, Nasdaq -1,2% | Il commento da Wall Street

17 agosto 2022, 22:05 Ultimo aggiornamento: 22:07

Dai verbali della Fed emerge che i rialzi dei tassi andranno avanti ancora a lungo, nonostante i dubbi di qualche esponente del Fomc

Partita in territorio negativo a causa dell'annuncio di esercitazioni miliatri congiuntei in territorio russo delle forze armate russe e cinesi, segno che le relazioni fra Mosca e Pechino si stanno stringendo sempre più in funzione anti americana, Wall Street ha cercato di tornare in positivo con la diffusione dei verbali della Fed. Ma si è trattato di una reazione superficiale riguardo ai dubbi espressi da alcuni esponenti del Comitato di politica monetaria (Fomc) su un possibile eccesso di rialzo dei tassi. Leggendo meglio i verbali, è emerso che in realtà le politiche restrittive andranno avanti ancora per un bel po' Così il Dow Jones ha chiuso in calo dello 0,5%, il Nasdaq dell'1,2%, lo S&P500 dello 0,7%.

La Fed ha qualche dubbio

Come hanno rivelato le minute della riunione del 26-27 luglio scorso pubblicate ieri, «molti partecipanti hanno osservato che, in considerazione della natura in continua evoluzione del contesto economico e dell'esistenza di ritardi lunghi e variabili riguardo agli effetti della politica monetaria sull'economia, esiste anche il rischio che il Comitato possa inasprire la politica più del necessario per ripristinare la stabilità dei prezzi». Ma l'entusiasmo di Wall Street è durato poco perché a una più attenta lettura è risultato che i rialzi dei tassi nel breve termine andranno sicuramente ancora avanti. Come è scritto nelle minute, gli esponenti del Fomc «ritengono che, poiché la posizione della politica monetaria si è ulteriormente inasprita, a un certo punto probabilmente sarebbe appropriato rallentare il ritmo degli aumenti dei tassi, valutando gli effetti degli aggiustamenti cumulativi delle politiche sull'attività economica e sull'inflazione».

Ma i rialzi dei tassi continueranno

Nella riunione del 26-27 luglio il Fomc ha deciso un secondo rialzo consecutivo dei tassi d’interesse nella misura dello 0,75%, portando così il costo del denaro al 2,25%-2,50%. Alcuni membri del Fomc hanno sostenuto che i tassi dovrebbero rimanere a un «livello sufficientemente restrittivo» per «un po' di tempo» al fine di tenere sotto controllo l'inflazione. La Fed ha come obiettivo un’inflazione al 2%, a luglio si è attestata all’8,5%, sia pure in calo dal 9,1% di giugno, il picco massimo degli ultimi 40 anni. Insomma, se proprio si vuole riportarla al 2% di strada da fare ce n’è ancora parecchia. Anche perché, come è scritto nelle minute, alcuni membri del Fomc vedono un rischio significativo che «l'inflazione elevata possa radicarsi se il pubblico comiciasse a mettere in dubbio» la determinazione della Fed ad aumentare i tassi abbastanza in alto da rallentare l'inflazione. In definitiva, dalle minute non sono arrivate chiare indicazioni sulla riunione del Fomc di settembre. Difficile dire, quindi, se il prossimo rialzo dei tassi sarà dello 0,75% o dello 0,50%.

Le vendite al dettaglio tengono bene

Ieri è stato diffuso anche il dato sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti, rimaste invariate a luglio rispetto a giugno a 682,8 miliardi di dollari, dopo il +0,8% del mese precedente. Gli analisti avevano stimato un +0,1%. Su base annua si è registrato un incremento del 10,3% (+8,5% a giugno). Escludendo però la benzina e le auto, le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,7% su base mensile, dimostrando che gli acquirenti hanno mantenuto la loro capacità di spesa prediligendo gli acquisti online. «Sembra che la gente abbia utilizzato parte dei risparmi derivanti dalla riduzione dei prezzi del gas per spendere di più per altri articoli, sia in termini nominali che, molto probabilmente, reali», ha osservato Ian Shepherdson, capo economista di Pantheon Macroeconomics. (riproduzione riservata)



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