Secondo Lisa Shalett, capo del comitato degli investimenti globali di Morgan Stanley Wealth Management, gli investitori stanno sottovalutando l'inflazione, i crescenti rischi di recessione e le aspettative sugli utili, che a un certo punto dovranno per forza scendere. Gli investitori non sembrano ancora cconvinti a darle retta. Dopo il calo di ieri, oggi gli indici di Wall Street hanno oscillato intorno alla partà: il Dow Jones ha chiuso in ribasso dello 0,5%, Nasdaq invariato, S&P500 -0,2%. Tra i titoli che più hanno sofferto spicca Zoom (-16,5%) dopo che la società ha pubblicato i risultati del secondo trimestre, che hanno mancato le stime dei ricavi degli analisti (1,10 miliardi di dollari invece degli 1,12 miliardi attesi).
Da segnalare l'aumento dei prezzi del greggio dopo che il ministro dell'Energia dell'Arabia Saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg che la recente volatilità del mercato potrebbe spingere l'alleanza OPEC+ dei produttori di petrolio a tagliare la produzione. Il mercato dei futures sul petrolio è diventato sempre più disconnesso dalla domanda e dall'offerta di energia, ha affermato il principe. Il cartello e i suoi alleati potrebbero quindi prendere in considerazione l'idea di ridurre la produzione. L'Arabia Saudita è il più grande produttore di petrolio dell'OPEC+, pompando 10,5 milioni di barili al giorno a fine luglio. L'OPEC+ è composta dall'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio e da una coalizione di produttori guidati dalla Russia. Alle 22 ora italiana, il petrolio Wti saliva del 3,7% a 93,72 dollari, mentre il Brent guadagnava lo 0,1% a 100,30 dollari.