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L’analisi di Stacy Rasgon, senior analyst di Bernstein

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La diretta da Wall Street | Fed verso un rialzo dei tassi dello 0,25%, Nasdaq +0,9%. Intel soffre dopo i conti (-6,4%)

27 gennaio 2023, 14:52 Ultimo aggiornamento: 22:11

L’indice core dei prezzi delle spese per i consumi personali (Pce) frena in linea con le attese. In calo le spese dei consumatori. Resta debole il dollaro. Il petrolio vira al ribasso  | Chip, Intel delude: 4° trimestre in rosso, guidance debole | Il pil Usa sale del 2,9% oltre le attese

Le spese dei consumatori Usa sono diminuite dello 0,2% destagionalizzato a dicembre rispetto al mese precedente, il secondo calo mensile consecutivo dopo i solidi aumenti registrati in alcuni mesi dello scorso anno. Al netto dell'inflazione, le spese sono diminuite dello 0,3%. L'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (Pce) l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve, è aumentato del 5% a dicembre rispetto all'anno precedente, dopo essere aumentato del 5,5% a novembre.

L'indice core dei prezzi Pce, che rimuove i prezzi volatili di cibo ed energia, è aumentato del 4,4% a dicembre rispetto all'anno precedente, il ritmo più lento dall'ottobre 2021, in frenata dal 4,7% di novembre. L’obiettivo della Fed è un'inflazione annua del 2%. Su base mensile, l'indice dei prezzi Pce è aumentato dello 0,1% a dicembre rispetto al mese precedente, eguagliando l'incremento di novembre. I prezzi core sono saliti dello 0,3% a dicembre rispetto al mese precedente, rispetto all'aumento dello 0,2% di novembre. Tutti dati che fanno pensare che la Fed mercoledì 1 febbraio aumenterà i tassi di interesse di un quarto di punto a un intervallo compreso tra il 4,5% e il 4,75%. Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dello 0,1%, lo S&P500 dello 0,2%, il Nasdaq dello 0,9%. Intel ha perso il 6,4% dopo i conti trimestrali.

Ore 18:00 Wall Street prova a puntare in alto

In chiusura delle borse europee (+0,9% il Ftse Mib a 26.445 punti) Wall Street prosegue oltre la parità: +0,1% il Dow Jones, +0,2% l’S&P e +0,6% il Nasdaq. I listini hanno quasi snobbato i dati americani sull’inflazione e sembrano più guardare alla prossima riunione della Federal Reserve e alla stagione delle trimestrali. 

Sul fronte delle materie prime il petrolio ha virato al ribasso con il Wti in calo dell’1% a 80 dollari, mentre il Brent scende dello 0,76% a 86 dollari. 

Ore: 16:30 Le borse Usa proseguono contrastate. Il focus è sulla Fed

I listini Usa proseguono contrastati in cerca di una direzione (-0,22% il Dow Jones, -0,19% l’S&P e +0,11% il Nasdaq alle 16:30). Il focus dei mercati è sulla riunione della Federal Reserve della prossima settimana (31 gennaio – 1 febbraio). L’attesa è che il Fomc opti per un rialzo di 25 punti base, ma molti economisti sono convinti che un rialzo di 50 punti sia ancora possibile. 

Sul fronte macro, è stato rivisto al rialzo l’indice che misura la fiducia dei consumatori statunitensi, secondo l'ultimo sondaggio condotto dall’Università del Michigan, che ha pubblicato la stima definitiva. Nel mese di dicembre, l’indice sul consumer sentiment è stato rivisto a 64,9 punti dai 64,6 della lettura preliminare e dai 59,7 di novembre.

Ore 15:45 Wall Street apre in leggero rialzo sulla scia dei dati sul deflatore

Wall Street apre l’ultima seduta di settimana in rialzo spinta dalle ultime evidenze sull’inflazione che la confermano in calo. Sul valutario il cambio tra euro e dollaro resta a quota 1,09, mentre il rendimento del Treasury decennale resta al 3,5%. Dopo i primi scambi il Dow Jones sale dello 0,5%, l’S&P dello 0,4% e il Nasdaq dello 0,6%. Ecco cinque cose da sapere sui mercati nella giornata del 27 gennaio. 

1. Il dato sui prezzi monitorato dalla Fed è sceso del 4,4% 

Dal Bureau of Economic Analysis è arrivato l’ultimo segnale che l’era dei prezzi roventi sta volgendo al termine e che la Fed potrebbe presto orientarsi verso una politica monetaria meno aggressiva. L’indice dei prezzi delle spese per consumi personali core, noto anche come deflatore Pce core, è calato al 4,4% su base annua a dicembre rispetto al 4,7% di novembre (il dato è in linea con le aspettative deli analisti). Intanto le spese delle famiglie americane calano anche più delle attese. Stando ai dati, queste sono scese dello 0,2% a dicembre rispetto al -0,1% stimato e relativo anche al mese precedente. 

2. Chevron registra utili e ricavi da record

A Wall Street prosegue intanto la stagione delle trimestrali. Nel 2022 le vendite di prodotti raffinati di Chevron (-3% a 181 dollari in apertura) sono aumentate del 7% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 1,24 milioni di barili al giorno, in parte grazie alla forte domanda di carburante per aerei a seguito della ripresa del traffico aereo. Il principale freno agli utili è stato un onere di 1,1 miliardi di dollari per ammortamenti e svalutazioni delle operazioni internazionali. L'utile per azione, rettificato per le voci eccezionali, si è attestato a 18,83 dollari, al di sotto delle aspettative degli analisti. Wall Street sembra essersi concentrata su questo punto e le azioni Chevron sono in ribasso.

3. Utili in calo per Intel 

Intel apre la seduta in calo (-8,6% a 24,8 dollari) dopo che il colosso dei chip ha segnalato una diminuzione della domanda di computer oltre che problemi all’interno della catena di approvvigionamento. L’utile adjusted per azione del gigante tecnologico è stato pari a 10 centesimi, contro le stime degli analisti intorno a 21 centesimi. Sotto le attese anche i ricavi di 14,04 miliardi di dollari rispetto ai 14,49 miliardi del consenso.

4. Sale American Express nonostante i conti sotto le attese

American Express è schizzata del 9,5% sulla borsa di New York a 171 dollari, nonostante abbia riportato nel quarto trimestre utili per azione di 2,07 dollari, sotto le stime degli analisti di 2,23 dollari. Il fatturato del trimestre è stato pari a 14,2 miliardi di dollari in linea con le attese. Tuttavia, a spinger e il titolo a Wall Street è stata la guidance della società di carte di credito che per il 2023 è stata migliore del previsto in termini di utili e ricavi. American Express ha anche comunicato che aumenterà il suo dividendo del 15%.

5. In leggero rialzo il petrolio. Scivola l’oro

Al centro della scena la prevista ripresa in Cina e le implicazione che avrà sulle materie prime. Alle 15:45 i future del greggio Usa salgono dello 0,9% a 82 dollari al barile, mentre il contratto del Brent registra +0,8% a 88,83 dollari. Il prezzo dell’oro scende invece dello 0,7% a 1.929 dollari l’oncia. (riproduzione riservata)



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