La borsa può fare da volano anche alle imprese più piccole? Sull’Euronext Growth Milan (Egm), il mercato non regolamentato riservato alle pmi italiane, non ci sono dimensioni minime richieste. Serve piuttosto l’idea giusta, come ripetono gli specialist e gli operatori del settore. L’Egm ha superato le 200 società quotate e tra queste, da un paio di mesi, c’è anche Vinext (3,1 milioni di ricavi e 117 mila euro di utile al 30 giugno), pmi innovativa con sede a Verona e attiva in uno dei settori più importanti del made in Italy: il vino.
L’azienda ha presentato al mercato le sue tecnologie per il settore vitivinicolo e alimentare. Tra queste c’è PolyGreen, un polimero super-assorbente che crea una riserva d’acqua che le piante possono utilizzare in fasi di piogge scarse. Oppure i sistemi di recupero e riutilizzo dell’anidride carbonica della fermentazione per cantine e birrifici. Dopo l’ipo, chiusa con una raccolta di 1,9 milioni, il titolo ha più che raddoppiato il suo valore fino a un massimo di 5,6 euro. Ora scambia intorno ai 3 euro per azione (dai 2 euro del collocamento) nonostante le tensioni internazionali e la scure dei dazi statunitensi. A quasi tre mesi dal debutto a Piazza Affari la società è concentrata su nuovi brevetti e sui prossimi mercati in cui portare i suoi prodotti.
«Abbiamo scelto la borsa, nonostante il periodo complesso, perché ci dà visibilità e fondi per lo sviluppo dei nostri progetti», racconta Salvatore Vignola, amministratore delegato e presidente di Vinext. L’alternativa era aprire il capitale a qualche fondo di private equity. «Alcuni fondi erano interessati», ammette l’ad, «ma credo che l’azienda debba ancora esprimere tutto il suo potenziale. Con i capitali dell’ipo implementeremo il nostro piano industriale, ad esempio potenziando il canale B2C con un e-commerce, e valuteremo eventuali acquisizioni il prossimo anno».
Lo sbarco a Palazzo Mezzanotte si è concretizzato nei mesi del caos-dazi, quando diverse aspiranti matricole hanno sospeso l’iter. Vinext, invece, è andata avanti. «Non ci siamo fatti spaventare perché abbiamo impostato una strategia di diversificazione in altri settori, per esempio applicando i nostri impianti anche nel mondo della birra, e nuovi mercati come l’India, dove abbiamo chiuso da poco un importante accordo di distribuzione», aggiunge Vignola. «Stiamo lavorando anche su un nuovo brevetto, che speriamo di mettere a punto entro fine anno, nel campo del recupero dell’acqua».
Da agosto il vino è sottoposto a una tariffa del 15% negli Usa con un impatto stimato in 317 milioni di euro per la filiera italiana secondo l’Unione Italiana Vini. Gli effetti negativi dei dazi non sono ancora del tutto evidenti, ma lo diventeranno nel secondo semestre quando i numeri includeranno la forte contrazione dell’export agroalimentare verso gli Stati Uniti nei mesi estivi (-28% solo per il vino italiano tra luglio e agosto).
«Nella prima metà dell’anno i dazi non sono stati operativi e abbiamo beneficiato ancora di un trend di crescita», conferma Vignola. Per Vinext, nello specifico, il periodo gennaio-giugno ha restituito un balzo del valore della produzione, arrivato a 3,3 milioni (+93%), con un ebitda positivo per 305 mila euro e un utile netto di 117 mila euro, che si confronta con una perdita di 511 mila euro registrata nei primi sei mesi dell’anno scorso. «Nella seconda parte dell’anno abbiamo visto un rallentamento, ma restiamo fiduciosi. Abbiamo molti ordini in portafoglio e la vendemmia è andata bene, con una crescita dell’8% a livello nazionale».
Gli Usa hanno un peso significativo sulle esportazioni di vino italiano: nel 2024 valevano il 24% del totale secondo l’ultimo rapporto del Centro Crea. I dazi, dunque, mettono il settore in una posizione difficile e costringono le aziende a guardare anche altrove. «Noi siamo già attivi in Sud Africa e nell’Europa dell’Est, tramite un avamposto in Moldova», spiega Vignola. «Stiamo valutando anche il Sud America, in particolare il Cile e l’Argentina dove abbiamo in programma un tour nelle principali cantine per far conoscere le nostre tecnologie». (riproduzione riservata)