Ancora una fumata nera in Commissione di Vigilanza Rai, convocata nella mattina di giovedì 9 maggio per votare la nomina della presidente della televisione pubblica.
I pochi presenti in aula – Stefano Graziano del Pd, Maria Elena Boschi di Italia Viva e Maurizio Lupi di Noi Moderati – si sono così rivolti ai presidenti delle Camere, Fontana e La Russa, per chiedere un intervento che sblocchi la situazione.
Fin quando l’impasse non viene superata, infatti, la commissione di Vigilanza Rai, l’organismo di 42 tra deputati e senatori che vigila sulla gestione dell’azienda e presieduto dalla senatrice del M5S Barbara Floridia, non può riunirsi neppure per affrontare questioni ordinarie.
È l’ottava volta di fila che il centrodestra non si presenta alla seduta della commissione e fa mancare il numero legale. Il motivo è legato alla scelta dell’opposizione di non appoggiare la candidatura di Simona Agnes, sostenuta da Forza Italia.
Agnes, figlia dell’ex direttore Rai, Biagio Agnes, è stata formalmente nominata presidente dell’emittente televisiva il 1° ottobre 2024 dal consiglio di amministrazione. Ma affinché la sua nomina diventi effettiva serve l’approvazione di almeno due terzi dei componenti della commissione. Ed è qui che si crea il vicolo cieco: la maggioranza non ha i voti necessari, gliene mancano due.
Le opposizioni, in apertura dei lavori, hanno fatto un appello ai presidenti delle Camere affinché intervengano per sbloccare la situazione della Vigilanza Rai. «La maggioranza fa auto-ostruzionismo e non consente di votare», ha detto il capogruppo in commissione Graziano, «ma la cosa ancora più grave è che non fa svolgere i lavori della commissione di Vigilanza».
Alla richiesta si è associata Italia Viva con la capogruppo alla Camera, Maria Elena Boschi: «Ci metterà meno il Conclave a eleggere il nuovo Papa che questo Parlamento a esprimere un parere sul presidente della Rai, che per legge deve essere legittimato dalle Camere». (riproduzione riservata)