Avere un smartphone o un computer in affitto, pagando un abbonamento mensile. E lo stesso vale per asciugacapelli o scope elettriche. Questo il modello di business di Subbyx, la startup della subscription economy che ha appena chiuso un round di finanziamento da 15 milioni di euro, con Azimut come primo investitore. La holding guidata dal presidente Pietro Giuliani ha così contribuito a portare la raccolta totale della startup, dalla sua nascita a fine 2023, a 20 milioni, spalmati tra equity e debito. Il primo round, di tipo pre-seed, era stato chiuso già dopo la fondazione ed era stato pari a 5,5 milioni.
Più nello specifico, il round è stato guidato dai fondi della strategia Azimut Venture Capital Digitech Europe, gestiti da Azimut Investments, che si avvale del supporto strategico di Fndx, advisory company specializzata in m&a e investimenti orientati a settori ad alto impatto tecnologico e digitale. Al round hanno partecipato anche i fondi Azimut Eltif-Venture Capital Alicrowd III e IV.
Subbyx si basa «sul concetto di servizio contrapposto alla proprietà del bene fisico», spiega Filippo Rocca, fondatore dell’azienda (è alla sua seconda esperienza imprenditoriale dopo quella nella startup di messaggistica per banche e aziende Bandyer, venduta nel 2021 al gruppo globale Kaleyra) e ceo. «Ogni mese si può decidere di tenere il device, cambiarlo, o anche fare l’upgrade verso modelli successivi».
Il denaro raccolto verrà utilizzato per la crescita organica, in particolare per scalare la parte tecnica con investimenti in personale (è previsto che l’organico salga dagli attuali 40 dipendenti a circa 60 quest’anno), e per rafforzare le partnership con rivenditori al dettaglio, catene di elettronica e produttori.
Nel primo anno di attività Subbyx ha raggiunto il milione di fatturato con 7.500 abbonamenti attivi. Le annual recurring revenue (arr), metrica usata nel settore della subscription economy e che indica il denaro che arriva ogni anno per tutta la durata degli abbonamenti in essere, sono pari a 2,5 milioni di euro. «L’obiettivo è arrivare a 8-10 milioni di arr già quest’anno», prosegue Rocca, «e di poter chiudere il 2025 con ebitda positivo. L’ambizione ultima è quella di poter rendere l’azienda profittevole nel giro di cinque anni. (riproduzione riservata)