Promozione del territorio, sviluppo di nuove imprese e crescita delle professionalità. Intorno a questi tre punti cardine ruota nel settore audiovisivo l’attività della Regione Veneto e della Veneto Film Commission, che si esplica in un’area molto ricca di iniziative, a partire dalla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, uno dei festival più famosi a livello internazionale. Per la Film Commission è tempo però di una maggiore selettività dei progetti, spiega il ceo Jacopo Chessa, «perché le maglie sono più strette. I contributi a fondo perduto per i lungometraggi sono scesi quest’anno a 250mila da 350mila euro e quelli per la serialità da 500mila a 350mila». Complessivamente lo stanziamento dedicato al bando 2026 per la produzione cinematografica è di 3,6 milioni di euro, contro i 6 milioni del 2025.
Sul fronte invece della domanda, «negli ultimi anni abbiamo riscontrato una grande richiesta di film commerciali, di cui molti per la tv, a cui abbiamo affiancato progetti autoriali, come Città di Pianura, Primavera e Astrea» prosegue l’ad della Veneto Film Commission, con i primi due lungometraggi che hanno vinto i David di Donatello E se nel 2025 c'è stato un calo delle produzioni indipendenti, per i noti motivi legati al tax credit e alla normativa, grandi progetti sono adesso in arrivo. Con inevitabili ricadute positive sul territorio: da una parte c’è l'effetto turismo, perché aumenta l'attrattività dei territori, dall’altro la crescita di nuove aziende e professionalità, come post-produzione, teatri di posa e fornitura di attrezzature.
Allargando lo sguardo alle iniziative della Regione Veneto, a partire dal 2023 sono stati approvati (nell’ambito del Pr Veneto Fesr 2021-2027 a favore delle imprese del cinema e dell’audiovisivo), tre bandi per 15 milioni di euro concessi per la produzione di 43 tra lungometraggi e serie televisive e 30 tra cortometraggi, documentari e opere audiovisive di realtà virtuale.
A oggi sono state concluse 29 produzioni per un ammontare complessivo di contributi pari 4 milioni di euro. Contributi che hanno avuto una ricaduta economica sul territorio veneto pari a 12 milioni di euro. Così ripartiti: 7 milioni per maestranze e professionisti del comparto, 3,5 milioni per fornitura di servizi legati alla produzione 1,5 milioni per affitto locali e spese di ricettività. Il settore audiovisivo si conferma quindi un efficace motore di sviluppo, capace di distribuire valore su più livelli del tessuto economico regionale.
Dei 12 milioni di euro la quota più rilevante, pari a 7 milioni di euro, è stata destinata a maestranze e professionisti locali. La metà delle risorse attivate si traduce quindi in reddito diretto per lavoratori del territorio (tecnici, artisti, operatori e figure specializzate) contribuendo non solo all’occupazione immediata ma, quello che è più rilevante, al rafforzamento delle competenze e della competitività del settore in una prospettiva di medio periodo.
L’altra componente significativa, pari a 3,5 milioni di euro, è legata alla fornitura di servizi connessi alle produzioni. Noleggi, trasporti, catering, servizi logistici e organizzativi rappresentano un indotto diffuso che coinvolge numerose imprese locali, ampliando così la platea dei beneficiari e favorendo l’integrazione del settore audiovisivo con il sistema economico locali.
Ulteriori 1,5 milioni di euro sono stati destinati a spese di ricettività e affitti, con ricadute dirette sul comparto turistico e dell’accoglienza. Strutture alberghiere, locazioni temporanee e servizi collegati hanno beneficiato della presenza delle produzioni, generando effetti immediati soprattutto in termini di utilizzo delle infrastrutture e occupazione. Le produzioni audiovisive sono quindi in grado di generare valore lungo filiere diverse e complementari.
Per quanto riguarda l’impiego di maestranze locali, complessivamente sono state coinvolte oltre 1.000 figure professionali residenti in Veneto, per un totale di circa 179mila ore di lavoro. Un dato che testimonia il contributo significativo delle produzioni al sostegno dell’occupazione qualificata, valorizzando competenze tecniche e artistiche presenti sul territorio. A queste si aggiunge il coinvolgimento di oltre 1.800 comparse, per un totale di circa 2.100 ore di lavoro, a conferma della capacità del comparto di includere anche profili non specialistici e di ampliare la partecipazione della comunità locale. Un obiettivo fra i più importanti intorno ai quali si sviluppa l’attività della Regione Veneto e della Film Commission.(Riproduzione riservata)