Con il caldo tropicale che sta investendo la Penisola, gli italiani hanno un solo pensiero fisso: andare in vacanza. Che sia al mare o in montagna, le persone tra luglio e agosto vogliono andare in ferie. Ma per una famiglia su tre viaggiare resta solamente un sogno. Secondo l’ultimo rapporto di Openpolis, nel 2025 più del 30% dei nuclei familiari, sia con un figlio unico che con due figli, non potevano permettersi una settimana lontani da casa. Questa quota superava il 50% per le famiglie con tre o più figli.
Secondo gli ultimi dati Istat, nel 2025 il 33,2% delle famiglie con un figlio minore dichiara di non aver potuto permettersi di fare almeno una settimana di vacanze. Un’incidenza simile a quella delle famiglie con due figli a carico (31,5%). Il dato aumenta a 53,3% quando invece sono tre o più i minori.
Rispetto all’anno precedente, il 2024, le percentuali sono in aumento: tra le famiglie con un figlio minore c’è una crescita del 5,1%, con due dell’1,5% e con tre o più addirittura dell’8,9%. Questi valori sembrano essere la conseguenza del ripercuotersi sull’Italia delle tensioni geopolitiche e, di conseguenza, dell’aumento dei prezzi. Ma si è ancora lontani dai picchi massimi raggiunti durante la crisi del debito sovrano: nel 2012, erano il 61% le famiglie numerose che non potevano permettersi una vacanza. La percentuale scendeva al 49% per quelle con due figli e al 50,2% per i nuclei con un solo bambino.
«Le situazioni di maggiore fragilità economica possono dipendere da numerosi fattori», scrive Openpolis nello studio. «Uno di quelli che potenzialmente espone di più alle fragilità è quello delle famiglie con figli piccoli a carico che si mantengono su un’unica fonte reddituale».
Le famiglie monoreddito con almeno un figlio piccolo a carico sono in calo in 1.098 comuni italiani mentre sono in aumento in 1.242. Per quanto riguarda i capoluoghi, 39 sono in aumento mentre 73 sono in calo. La diminuzione più ampia si registra a Andria, passata dall’incidenza del 45,5% al 42,8% (-2,76%). Seguono Bologna (-2,23%, da 45,2% a 43%) e Pescara (-1,94%, tra 49,7% e 47,8%). Al contrario, sono maggiori gli aumenti registrati a Nuoro (2,08%, da 46,8% a 48,9%), Oristano (1,95%, tra 47,0% e 48,9%) e Potenza (1,64%, tra 43,9% e 45,5%).
Openpolis puntualizza che i miglioramenti più consistenti si registrano in città dove la quota era superiore al 30%. Inoltre, il calo della natalità registrato negli ultimi anni fa sì che anche la quota di famiglie con figli tra quelle monoreddito possa diminuire di conseguenza. È anche dovuto verosimilmente all’effetto di una tendenza opposta: la scelta crescente dei nuclei, soprattutto giovani, in condizione economica non stabile di non fare figli.
Se una famiglia non riesce ad andare in vacanza, possono esserci ripercussioni anche sullo sviluppo educativo dei minori. «C’è una maggiore probabilità di vedere limitati diritti fondamentali come quelli al gioco, al tempo libero e all’apprendimento. Una prerogativa, quest’ultima, che non si realizza solo tra i banchi di scuola», è scritto nel rapporto di Openpolis. «La mancanza di tali stimoli rischia di aumentare la distanza tra i bambini che beneficiano di certe esperienze durante il periodo estivo e coloro che rimangono a casa a causa di difficoltà economiche. Questa barriera presente per alcuni minori è a tutti gli effetti una sfaccettatura della “trappola della povertà educativa”». (riproduzione riservata)