La Fed potrebbe trovarsi ad affrontare «compromessi difficili» nei prossimi mesi, a causa dell’aumento dell'inflazione e della disoccupazione, a cui si potrebbe andare ad aggiungere una possibile recessione. È quanto rilevano i verbali della riunione del 6-7 maggio della banca centrale Usa. «La grande incertezza che circonda la politica commerciale e altre politiche economiche» rende la possibilità che l'economia entri in recessione, affermano le minute. Dopo la lettura dei verbali i rendimenti dei Treasury Usa a 10 anni sono saliti al 4,4852%, mentre Wall Street ha proseguito in negativo.
I membri della Fomc, ovvero il comitato monetario della Fed che si occupa delle decisioni di politica monetaria ritengono che «la sostanziale revisione al rialzo delle previsioni di inflazione per il 2025 abbia mantenuto in equilibrio i rischi relativi alla proiezione dell'inflazione». Ma i partecipanti alla riunione sottolineano anche «l'incertezza sulle prospettive economiche è ulteriormente aumentata, rendendo opportuno adottare un approccio cauto finché non saranno più chiari gli effetti economici netti della serie di cambiamenti nelle politiche governative».
Il presidente della Fed, Jerome Powell, osserva poi che, sebbene sia «probabile» che gli aumenti dei dazi portino a un aumento dell'inflazione, a un rallentamento della crescita economica e a un aumento della disoccupazione se dovessero continuare, l'economia dovrebbe rimanere solida. Tuttavia, spiega il verbale, gli annunci sui dazi hanno portato a un significativo «deterioramento del sentiment globale sul rischio, che si è in gran parte invertito a seguito di una successiva pausa nell'attuazione di alcuni dazi e del crescente ottimismo degli investitori sull'allentamento delle tensioni commerciali».
Analizzando gli interventi di politica monetaria, i membri del Fomc «hanno convenuto che, con la crescita economica e il mercato del lavoro ancora solidi e l'attuale politica monetaria moderatamente restrittiva» si è ben posizionati «per attendere maggiore chiarezza sulle prospettive dell'inflazione e dell'attività economica».
Ma hanno ribadito che «l'incertezza sulle prospettive economiche è aumentata ulteriormente, rendendo opportuno adottare un approccio cauto fino a quando gli effetti economici netti della serie di modifiche alle politiche governative non saranno più chiari». Per questo, mettono in chiaro nei verbali, è possibile prevedere «uno o due» tagli dei tassi di interesse entro la fine dell'anno. (riproduzione riservata)