Un’ex spia kazaka ha accusato Donald Trump di essere una spia del Kgb, i servizi segreti della Russia. In un post su Facebook Alnur Mussayev ha raccontato di averlo scoperto nel 1987, quando lavorava per il sesto Dipartimento del Kgb a Mosca.
«L’area più importante era l’acquisizione di spie e fonti di informazione tra gli uomini d’affari dei Paesi capitalisti», ha scritto Mussayev. «Fu in quell’anno che il nostro Dipartimento reclutò un quarantenne uomo d’affari americano, Donald Trump, nome in codice Krasnov».
Le voci sui legami fra Trump e il Cremlino erano circolare già durante il suo primo mandato. Ora le hanno riaccese sia i rapporti sempre più tesi con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dovuti alla differente visione su come fermare la guerra con la Russia, sia le dichiarazioni dell’ex spia, che hanno infiammato il web.
I complottisti hanno già individuato una serie di indizi per giustificare la versione dell’ex spia: i viaggi a Mosca dal 1987, la pagina pubblicitaria comprata su alcuni grandi quotidiani poco dopo per criticare la politica estera degli Usa, l’acquisto da Trump nel 2008 del magnate russo dei concimi, Dmitry Rybolovlev, di una villa a Palm Beach per 95 milioni di dollari, pagata dal presidente meno della metà (41 milioni) pochi anni prima.
Solo indiscrezioni, ma su X è già iniziata a circolare una finta foto di Trump con la divisa dei servizi di Mosca, creata con l’intelligenza artificiale.
Mussayev si è formato alla scuola del Kgb di Minsk, ha lavorato nei servizi sovietici e negli anni Novanta ha guidato il Comitato per la sicurezza nazionale del Kazakistan (Knb) durante la presidenza di Nursultan Nazarbayev.
Dal 2007 il 71enne kazakho vive a Vienna, dove si è rifugiato dopo avere accusato il governo di Astana di corruzione e pagamenti di milioni di dollari in tangenti a Nazarbayev. Poco dopo il suo arrivo in Austria è stato oggetto di un tentato rapimento. (riproduzione riservata)