Unicredit segna un punto a suo favore nella delicata partita russa. E lo fa contro un colosso dell’economia di Mosca, cioè il gigante del gas Gazprom. Lo scorso anno Ruskhimalyans, una controllata del gruppo di Mosca, ha intentato una maxi-causa alla banca italiana per ottenere 45,7 miliardi di rubli, ossia 430 milioni di euro. Al centro della contesa c’è una progetto nel porto baltico di Ust-Luga bloccato dalle sanzioni Ue varate in seguito all'invasione dell'Ucraina.
Dopo lo stop Unicredit si è rifiutata di pagare le garanzie bancarie legate al progetto, arrivando così allo scontro aperto con la controllata di Gazprom. Provvedimenti simili sono stati presi anche contro altri istituti coinvolti nell’iniziativa, cioè le tedesche Deutsche Bank e Commerzbank rispettivamente per 210 e 7,5 milioni di euro.
Inizialmente il procedimento era stato affidato alla Corte di Arbitrato di San Pietroburgo e della regione di Leningrado ma, come riferito da Reuters, Unicredit ha ottenuto un'ingiunzione a Londra, impedendo a RusKhimAlyans di portare avanti la causa in Russia.
La motivazione addotta è che, in base al contratto, le controversie dovranno essere sottoposte ad arbitrato in Francia. RusKhimAlyans ha cercato di ribaltare questa decisione presso la Corte Suprema del Regno Unito la scorsa settimana, ma l'appello del gruppo è stato respinto. Ora quindi la risoluzione definitiva della vertenza sarà affidata a un soggetto occidentale, presumibilmente meno parziale nei confronti del colosso russo.
Le partite russe continuano a essere monitorate con grande attenzione dal vertice di Unicredit che oggi è ancora tra i maggiori gruppi finanziari europei attivi a Mosca. Proprio la scorsa settimana fonti finanziarie hanno riportato che sarebbe pronta a chiedere al gruppo guidato da Andrea Orcel di ridurre le attività con il Paese.
Le richieste rivolte a Unicredit sarebbero simili a quelle che la Vigilanza ha rivolto all’austriaca Raiffeisen Bank International (Rbi), la banca occidentale che ha la maggiore presenza a Mosca. Giovedì 18 Rbi ha annunciato la richiesta di Francoforte di tagliare i prestiti in Russia e i pagamenti entro un periodo di tempo prestabilito.
Nel corso del 2022 e dei primi mesi del 2023 l'esposizione cross-border alla Russia di Unicredit era stata ridotta, a costi minimi, complessivamente del 66% circa, ovvero di circa 4,1 miliardi. Una strategia seguita anche nei trimestri successivi. Bce però continua ad andare in pressing sugli istituti attivi nel paese. La vigilanza «sollecita le banche ad accelerare l'uscita dalla Russia, visto l'aumento del rischio reputazionale, legale e finanziario», aveva spiegato l’ex responsabile Andrea Enria in una delle sue ultime uscite lo scorso anno.
Ieri intanto Unicredit si è aggiudicata il premio di Best Bank in Italy 2024, da parte di due importanti pubblicazioni finanziarie, Global Finance ed Emea Finance. Il gruppo di piazza Gae Aulenti è stato inoltre riconosciuto come Best Bank, Best Investment Bank e Best Bank for Sustainability nell'Europa centro-orientale da Emea Finance. (riproduzione riservata)