Dopo giorni di confronto a distanza, partono le trattative tra Unicredit e Commerzbank. Venerdì 27 il ceo designato della banca tedesca, Bettina Orlopp, terrà un primo giro di colloqui con Unicredit, salita al 9% del capitale e con in mano equity swap per un ulteriore 11,5%.
Si tratta delle prime dichiarazioni rilasciate da Orlopp da quando è stata nominata al vertice di Commerz nei giorni scorsi. La manager ha detto che la banca di Francoforte ha un approccio aperto e che bisogna analizzare eventuali sinergie in modo congiunto.
La trattativa si prefigura in salita perché il vertice di Commerz si è già chiaramente espresso contro un’ipotesi di integrazione. Giovedì 26 i consigli di sorveglianza e di amministrazione hanno confermato l'attuale strategia di indipendenza della banca mentre Unicredit preme per una possibile fusione.
«Commerzbank sta continuamente espandendo la propria posizione indipendente come forte pilastro del mercato bancario tedesco e partner affidabile dell'economia nazionale. Come Banca per la Germania, crediamo fermamente di avere un notevole potenziale di crescita e di apprezzamento», ha annunciato l’istituto. Il board ha «confermato all'unanimità il sostegno alla propria strategia», ha aggiunto la banca.
In un'intervista a La Stampa, Frederick Werning, membro del consiglio di sorveglianza di Commerzbank, ha inoltre criticato «l'atteggiamento aggressivo» di Unicredit annunciando: «daremo battaglia».
Nel frattempo il governo tedesco resta contrario all’operazione UniCommerz. Dopo la bocciatura del premier Olaf Scholz, mercoledì 25 settembre il vice ministro delle Finanze, Florian Toncar, ha rincarato la dose: il governo vuole «la maggior indipendenza possibile» per Commerzbank. «Stiamo valutando come trovare una soluzione che sia buona per la banca di Francoforte e molto buona per il governo federale, rispettando l'indipendenza di Commerzbank».
Il regolatore europeo però è di tutt’altra opinione. Sei membri del consiglio direttivo della banca centrale hanno detto a Reuters di essere ampiamente favorevoli alla combinazione tra le due banche e di considerare l'opposizione di Berlino all'operazione come contraria ai principi dell'integrazione europea.
Subito dopo il blitz di Unicredit, la presidente della Bce Christine Lagarde aveva fatto le prime aperture all'operazione: «le fusioni bancarie transfrontaliere sono auspicate da molte autorità, e sarà interessante vedere gli sviluppi nelle prossime settimane». Una linea sposata anche dal numero della Bundesbank Joachim Nagel: «È chiaro che abbiamo bisogno di banche forti e robuste». Una posizione formale emergerà però solo nelle prossime settimane quando Bce si esprimerà sulla salita di Unicredit oltre il 20% di Commerzbank.
Anche la comunità finanziaria internazionale sembra favorevole a un’integrazione: «le banche europee rischiano di rimanere indietro rispetto alle rivali globali se i governi ostacoleranno la potenziale acquisizione della banca tedesca Commerzbank da parte di UniCredit e l'offerta di Bbva per Sabadell», ha detto Onuc Genc, amministratore delegato della banca spagnola Bbva.
La politica italiana segue con attenzione la partita. Sul caso UniCommerz «sicuramente non mi farebbe piacere un trasferimento all'estero di una grande banca come Unicredit. Non posso dire che il governo si opporrebbe, ma io non sarei favorevole a questa ipotesi», ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini. (riproduzione riservata)