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Unicredit, l’esposto di Banco Bpm all’Antitrust: l’ops consolida il duopolio con Intesa Sanpaolo e indebolisce la concorrenza
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Unicredit, l’esposto di Banco Bpm all’Antitrust: l’ops consolida il duopolio con Intesa Sanpaolo e indebolisce la concorrenza

08 gennaio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 09 gennaio 2025, 18:03

Presentato un esposto contro l’ops lanciata da Unicredit: è una killer acquisition. Secondo la tesi, l’obiettivo di Piazza Gae Aulenti sarebbe
eliminare un competitor dal mercato del credito. A dicembre
Castagna si è rivolto anche a Consob per contestare l’offerta

Dopo Consob Banco Bpm si appella anche all’Antitrust per smontare l’ops presentata nel novembre scorso da Unicredit. 

Le accuse di Banco Bpm

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna ha depositato prima di Natale un esposto all'Antitrust in cui definisce l'offerta di scambio lanciata da Piazza Gae Aulenti con un premio di appena lo 0,5% (e con uno sconto sulle attuali quotazioni di borsa) una killer acquisition, cioè un'operazione volta a togliere di mezzo un competitor a danno dei consumatori.

Da un lato, se coronata da successo, l’acquisizione consoliderebbe il duopolio Unicredit-Intesa Sanpaolo e dall’altro lato farebbe venir meno un interlocutore oggi prezioso per pmi e famiglie riducendo il livello di concorrenza sul mercato. Si tratta di un’accusa simile a quella che nella primavera del 2020 il vertice di Ubi Banca rivolse a Intesa Sanpaolo dopo il lancio dell’ops. Anche in quel caso la preda aveva parlato di killer acquisition, anche se alla fine l’Antitrust autorizzò l’operazione dopo aver posto alcuni caveat all’offerente.

Gli effetti su Anima e Mps

In aggiunta il Banco sostiene che Piazza Gae Aulenti punti a bloccare le sue operazioni straordinarie. Come? I vincoli posti dalla passivity rule possono infatti compromettere i deal lanciati in precedenza da Piazza Meda, dall'offerta pubblica lanciata su Anima all'acquisizione del 5% di Mps. L’Antitrust italiano è una delle authority che nei prossimi mesi dovrà esprimesi sull’ops. Il dossier sarà peraltro esaminato con attenzione anche dalla Direzione Concorrenza della Commissione Europa, appena passata sotto la guida dalla spagnola Teresa Ribera.

L’esposto alla Consob

Poco prima di Natale il cda del Banco ha presentato un esposto alla Consob, chiedendo di decidere sull’improcedibilità dell’ops e di adottare provvedimenti a tutela di tutti gli stakeholder della banca e del mercato nonchè dell'offerta promossa su Anima.

La tesi, tutta da dimostrare, è che Unicredit stia facendo un uso strumentale dell’ops: l’offerta sarebbe stata lanciata a un prezzo basso solo per limitare lo spazio di manovra di Banco Bpm in seguito all'applicazione della passivity rule, condizionando così anche l'opa su Anima, una società che si trova al di fuori del perimetro dell’operazione. Da qui la richiesta alla Consob di decidere sull’improcedibilità.

Il nodo del rilancio

Ora gli occhi del mercato sono puntati su Unicredit che per l'ops ha l'asticella al 50% delle adesioni con l'obiettivo di salire oltre il 66 per cento. Secondo fonti finanziarie, negli ultimi giorni ai vertici dell'istituto sarebbero già partite le riflessioni su un possibile rilancio che gli analisti prevedono in una forchetta compresa tra 3 e 4 miliardi sia in carta che in contanti.

Orcel ha dichiarato che la decisione potrebbe arrivare dopo i risultati di fine anno di Banco Bpm e alla luce dell'effettivo riconoscimento dei benefici del Danish Compromise sull'opa Anima. Proprio ieri gli analisti di Jp Morgan ipotizzavano un rilancio con premio del 20%, pari a 9,3 euro per azione, con un incentivo cash fino a 4 miliardi. Un ritocco che non comporterebbe impatti significativi su utile per azione, patrimonio e pay out. (riproduzione riservata)



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