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L'amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel
L'amministratore delegato di Unicredit Andrea Orcel
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Unicredit, il romano Andrea Orcel può diventare il re del risiko

24 aprile 2026, 23:00 Ultimo aggiornamento: 25 aprile 2026, 09:01

Al Circolo della Caccia, Andrea Orcel ha discusso il futuro di Unicredit, escludendo nuove mosse su Mps ma annunciando il supporto a operazioni bancarie strategiche, incluso il progetto di Delfin

Roma è grande, santa e dannata. E questo lo sanno soprattutto i romani. Per questo nella città eterna può accadere tutto e il suo contrario: il sacro convive col profano. Come è accaduto lunedì 20 aprile, un giorno prima del Natale della capitale, nel centro storico.

In Piazza Venezia, nella bella e nuova sede della rappresentanza del Parlamento europeo, Enrico Letta ha presentato il suo lavoro sul mercato unico definendolo come «la cosa che serve di più all’Italia», prova ne è che, se fosse per Bruxelles, l’operazione dell’italiana Unicredit sulla tedesca Commerzbank sarebbe sicuramente «autorizzata».
 

Un’affermazione che sarà piaciuta al romano Andrea Orcel, studi allo Chateaubriand, un pezzo di vita nella Roma Nord che guarda il Tevere dall’alto e una professione in giro per il mondo.
 

Solo che il numero uno di Unicredit era nelle stesse ore ospite del Circolo della Caccia a Palazzo Borghese, l’esatto contrario di un organismo di rappresentanza, ma situato a due passi dallo storico ufficio di Giulio Andreotti e vicino a quello dell’ex premier Giuseppe Conte.

Le strategie di Orcel e il futuro di Unicredit

Orcel, di fronte ai gentiluomini del più antico ed esclusivo circolo d’Italia, ha raccontato la sua vita, tessuto le lodi del più grande imprenditore che abbia conosciuto, Emilio Botin, e rivelato che non farà nuove mosse su Mps. Ma, questa la novità, finanzierà operazioni a latere del risiko bancario.

Unicredit - questa la posizione del ceo della banca di Piazza Gae Aulenti - ora proiettata sulla conquista di Commerz, non entrerà nel capitale di Delfin ma è pronta invece a sostenerne «un progetto». Esattamente quello che ha in mente Leonardo Maria Del Vecchio per rilevare le quote societarie da due fratelli.

Il finanziamento per Delfin e il peso in Generali

Un piano oneroso che necessita di enormi fidi bancari, almeno 11 miliardi, tra cui appunto quelli di Unicredit. E il fatto che la banca sia cresciuta all’8,7% delle Generali, diventando il terzo socio per peso proprio alle spalle della Delfin dei Del Vecchio, rafforza la sensazione che Orcel possa assurgere a dominus del nuovo salotto finanziario. (riproduzione riservata)



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