La stampa tedesca torna a puntare i riflettori su Unicredit e sulla sua offensiva su Commerzbank. Nel fine settimana la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha dedicato un trafiletto emblematico alla vicenda: Piazza Gae Aulenti «ha trovato un nuovo alleato». Il riferimento è all’ingresso di peso di Morgan Stanley nel capitale della banca di Francoforte, un movimento che ha immediatamente acceso le speculazioni sulla regia di Andrea Orcel.
Secondo le comunicazioni ufficiali, l’istituto americano ha quasi raddoppiato la propria presenza in Commerz, passando dal 2,89% al 5,19%. Un incremento significativo, realizzato sia attraverso partecipazioni dirette sia tramite contratti futures, che ha reso Morgan Stanley il quinto azionista per dimensioni. Una mossa che, letta in controluce, sembra inserirsi nel clima di crescente fermento attorno al futuro della banca tedesca, da tempo considerata preda naturale in una fase di consolidamento del settore europeo.
Non è escluso che l’operazione sia dettata da logiche puramente speculative, dato che l’interesse del mercato per Commerzbank si è intensificato negli ultimi mesi. Tuttavia, diverse fonti vicine al dossier suggeriscono che si tratti di qualcosa di più di un investimento opportunistico: il segnale, spiegano, è quello di una possibile convergenza di interessi tra Morgan Stanley e Unicredit.
Questa però non è l’unica speculazione in campo. C’è chi ritiene che la quota dell’istituto americano sia stata costruita per una controparte tedesca, forse la stessa Commerzbank che sta mettendo in campo diverse azioni difensive contro la scalata.
Certo è che l’opposizione al deal in Germania rimane forte. In un'intervista alla Sueddeutsche Zeitung il vicepresidente di Commerz Michael Kotzbauer ha agitato lo spettro del doppio «conflitto d'interessi» della banca italiana, nelle vesti di prima azionista (rispetto agli altri soci) e di concorrente diretto di Commerzbank in Germania attraverso la controllata Hypovereinsbank (Hvb).
«Unicredit ha ovviamente un interesse intrinseco a mantenere basso il prezzo delle azioni della nostra banca, se intende perseguire il suo obiettivo di acquisizione, con grave danno per gli azionisti rimanenti e gli altri stakeholder», ha tuonato l'ex responsabile dell'area corporate, che con la ceo Bettina Orlopp è stato fra gli architetti della strategia del nuovo piano di Commerz anti-Unicredit. (riproduzione riservata)