Dopo la chiusura dell'ops, Unicredit prepara una nuova tappa dell'operazione Commerzbank. L'assemblea straordinaria del 21 settembre sarà chiamata ad approvare la delega per trasformare in azioni la quota detenuta attraverso derivati con regolamento fisico, un passaggio chiave su cui fa luce la relazione pubblicata ieri dalla banca guidata da Andrea Orcel.
Prima dell’ops, Unicredit deteneva direttamente il 26,77% di Commerzbank, cui si aggiungevano il 3,22% attraverso derivati con regolamento fisico e il 13,19% mediante strumenti finanziari regolati esclusivamente per cassa. La mossa ora in preparazione riguarda proprio la prima componente, destinata a trasformarsi in una partecipazione diretta nella banca tedesca.
Nel dettaglio il consiglio di Piazza Gae Aulenti chiede una delega, esercitabile fino al 31 dicembre 2027, per aumentare il capitale con esclusione del diritto di opzione, emettendo fino a 10,6 milioni di nuove azioni. Alla scadenza dei total return swap, le controparti consegneranno a Unicredit le azioni Commerzbank. Invece di pagarle in contanti, la banca emetterà nuove azioni che saranno assegnate alle controparti in cambio del credito maturato. Così Unicredit acquisirà definitivamente la partecipazione senza esborso di cassa, mentre le controparti diventeranno azioniste del gruppo.
Come si legge nella relazione illustrativa, l'operazione consentirà di regolare i contratti «senza alcun esborso di cassa» e, al tempo stesso, di «rafforzare il patrimonio» della banca. Il consiglio manterrà comunque la facoltà di utilizzare integralmente o solo in parte la delega oppure di regolare i contratti in contanti.
L'assemblea sarà chiamata ad approvare anche una seconda delega per l'emissione, nell'arco di cinque anni, di obbligazioni Additional Tier 1 convertibili fino a un controvalore massimo di 5 miliardi di euro equivalenti, denominate in dollari e destinate a investitori istituzionali.
Si tratta di strumenti perpetui e subordinati che restano debito in condizioni ordinarie, ma si convertono automaticamente in azioni se il Cet1 dovesse scendere sotto il 5,125%, o sotto la diversa soglia prevista dalla normativa. Al 30 giugno il coefficiente patrimoniale di Unicredit era pari al 14,3%, ben al di sopra del livello di conversione. La nuova emissione non è destinata a finanziare direttamente l'operazione straordinaria con Commerzbank, ma a rafforzare il capitale regolamentare, sostenere i requisiti prudenziali e ampliare la flessibilità della raccolta sui mercati internazionali. (riproduzione riservata)