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Unicredit-Banco Bpm: il governo prende tempo sull’ops, ma Equita spiega perché aderire
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Unicredit-Banco Bpm: il governo prende tempo sull’ops, ma Equita spiega perché aderire

25 marzo 2025, 10:31 Ultimo aggiornamento: 16:30

La procedura Golden Power sull'ops di Unicredit su Banco Bpm, aperta il 4 febbraio, è stata prorogata fino alla fine di aprile, secondo Il Messaggero. Equita alza stime e target price su Unicredit. Ecco chi rischia di più in borsa se l’offerta salta

I titoli Unicredit e Banco Bpm salgono di oltre l’1% a Piazza Affari con il mercato che spera sempre in una revisione dei termini dell’ops, opzione che l’ad di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, non ha escluso ma aspetta l'esito dell'opa lanciata dal Banco su Anima.

Il golden power slitta a fine aprile

A prendere tempo è anche il governo italiano. Infatti, secondo Il Messaggero, la procedura golden power sull'ops di Unicredit su Banco Bpm, aperta il 4 febbraio, è stata prorogata fino alla fine di aprile. Nell'ultima audizione del 20 marzo, il Dipartimento di Palazzo Chigi ha richiesto ulteriori approfondimenti su due temi chiave: la presenza di Unicredit in Russia, con il governo che vuole dettagli sul contenzioso in corso a Mosca per cui la banca ha accantonato 500 milioni di euro, e sulla riduzione dell'esposizione finanziaria nel Paese. Dall'altro, la scalata a Commerzbank, dopo l'autorizzazione della Bce a salire al 29,9%. L’esecutivo vuole chiarimenti sulla strategia del gruppo in Germania.

Intanto Equita è sempre più convinta che la fusione tra i due istituti offra uno spazio significativo di creazione di valore. La Sim in una nota del 25 marzo ha ribadito l’attrattività dell’offerta per gli azionisti del Banco. In particolare, «continuiamo a ritenere che l’integrazione tra le due realtà abbia una forte logica industriale, permettendo di rafforzare il posizionamento in Italia, attraverso due network altamente complementari e possibilità di mettere a fattor comune le fabbriche prodotto, con significativo spazio per generazione di sinergie», si legge nel report della Sim.

Un campione con un Rote oltre il 20%

Sulla base delle condizioni dell’offerta di Unicredit (l’ops ha un valore di 10,1 miliardi di euro e il concambio previsto è di 0,175 azioni di nuova emissione di Piazza Gae Aulenti per ogni azione del Banco) e delle stime della Sim, la banca che nascerebbe dall’integrazione delle due manterrebbe un coefficiente patrimoniale Cet1 oltre il 13%, avrebbe un Rote (rendimento del patrimonio netto tangibile) adjusted superiore al 20% e tratterebbe a un multiplo prezzo/utile 2027 di 7,1 che, combinato con un total yield dell’11%, lasciano spazio per un re-rating.

Perché aderire all’ops

Aderendo all’offerta di Unicredit, spiega Equita, gli azionisti dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna beneficerebbero in primo luogo dell’esposizione a un vero campione nazionale, con maggior scala, un ampio set di fabbriche prodotto e potenziale per mettere a fattor comune investimenti in canali distributivi e IT.

In secondo luogo, otterrebbero l’accesso a un operatore maggiormente resiliente e diversificato grazie al network pan-europeo di Unicredit che fornisce un hedge naturale dai rischi macro e alle linee di difesa costruite da Unicredit (oneri di integrazione/overlays) che garantiscono ampia visibilità sulla capacità di mantenere una ricca generazione di capitale (e distribuzione) nei prossimi anni, prevede la Sim.

In terzo luogo, Equita si aspetta maggiori ritorni e spazio di re-rating per la combined entity, grazie a una crescita degli utili e della remunerazione per azione superiore a livello di Unicredit-Banco Bpm rispetto al Banco standalone.

Chi rischia di più in borsa se l’ops salta

Con quest’ultimo che ha deciso di proseguire sull’offerta su Anima a condizioni riviste (prezzo alzato a 7 euro e waiver all’autorizzazione al Danish Compromise) e ha incassato il 24 marzo il sì all’opa del gruppo Caltagirone, «evidenziamo come Unicredit abbia la possibilità di ritirare la propria offerta su Banco Bpm. Di conseguenza, qualora il deal non dovesse continuare, vediamo maggior rischio di downside per gli azionisti Banco Bpm rispetto a quelli di Unicredit», precisa Equita.

Infatti, la banca guidata da Andrea Orcel, oltre a beneficiare da significativi buffer di difesa che forniscono visibilità su risultati e remunerazione, tratta a multipli ben al di sotto di quelli dei competitor: p/e 2026 a 8,1 contro oltre 9 medio, per cui la Sim non vede ragioni per de-rating dai livelli attuali. Dall’altro lato, invece, la valutazione del Banco già prezza il miglior scenario, ovvero l’acquisizione del 100% di Anima al 100% e l’ok della Bce al Danish Compromise con il titolo che tratta a un p/e 2026 adjusted pro-forma di 9,1, in linea con quello di Intesa Sanpaolo.

Nel caso di Unicredit, Equita ha aggiornato le sue stime a seguito delle ultime indicazioni dell’istituto di credito e incorporato un miglioramento delle condizioni prospettiche in Germania. In particolare, la Sim ha alzato le previsioni sull’utile 2025-2027 del +4% in media, stimando ora un utile nel 2027 a 9,8 miliardi di euro, poco sotto il target a 10 miliardi. Di riflesso Equita ha alzato anche il target price standalone sull’azione Unicredit da 54 a 58,5 euro (p/e 2026 di 8,6, rating buy confermato), mentre a livello preliminare ha stimato che l’ulteriore upside in caso di fusione sia in area mid-single digit. (riproduzione riservata)



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