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Il ceo di Unicredit Andrea Orcel
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Unicredit-Banco Bpm, botta e risposta sul prezzo dell’ops tra i due istituti. Consob chiede chiarimenti. Nuovi advisor in arrivo

27 gennaio 2025, 20:00 Ultimo aggiornamento: 21:30

Le due banche difendono i loro metodi. Intanto Orcel chiama Gatti Pavesi Bianchi Ludovici come consulente legale per l’operazione. Per evitare conflitti d’interesse lo studio ha rimesso l’incarico che gli era stato conferito da Anima

Botta e risposta tra Unicredit e Banco Bpm davanti alla Consob sull’ops da 10,1 miliardi lanciata da Andrea Orcel. L’authority presieduta da Paolo Savona ha chiesto una serie di chiarimenti in relazione all’offerta annunciata nel novembre scorso. Sotto i riflettori è finito soprattutto il calcolo del premio che i due istituti hanno rappresentato in due modi molto diversi nei documenti e nelle comunicazioni degli ultimi mesi.

La nota dei due istituti 

In una nota diffusa lunedì 27 a mercati chiusi Unicredit ha risposto alla Consob precisando che il confronto tra i prezzi dovrebbe essere «effettuato su basi omogenee, utilizzando riferimenti temporali univoci, in coerenza con le corrette metodologie valutative e la prassi di mercato».

Dopo aver ribadito il proprio metodo di calcolo, la banca ha fatto presente che Banco Bpm «ha diffuso una rappresentazione del premio/sconto che non presenta alcuna attinenza con il calcolo del corrispettivo e del relativo premio e non è associabile ad alcun evento rilevante per l’emittente, né per l’offerta». Inoltre, secondo Piazza Gae Aulenti, «per il solo calcolo del premio rispetto al prezzo undisturbed (cioè non influenzato da rumor di mercato, ndr), Banco Bpm confronta i prezzi delle proprie azioni e di quelle Unicredit in date diverse».


A stretto giro è arrivata la risposta di Piazza Meda. L’istituto «ribadisce che ogni riferimento al prezzo di Banco Bpm al 6 novembre è inappropriato e non pertinente perché, in tale data, questo non incorporava i risultati del terzo trimestre della banca, l’operazione annunciata su Anima e l’investimento in Mps. Tali elementi, come già affermato nel comunicato del 17 dicembre, sono rilevanti perché hanno un impatto essenziale sul valore della banca». 

L’istituto guidato da Giuseppe Castagna puntualizza inoltre «il comunicato diffuso da Unicredit in data 13 dicembre rappresentava che la valorizzazione di 6,657 conteneva un calcolo «erroneo, in quanto il confronto tra i due valori si traduce in un premio del 3,9%».

I nuovi advisor in arrivo

Nel frattempo, secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza, Unicredit ha rafforzato il proprio team di advisor per l’offerta pubblica di scambio su Banco Bpm lanciata il 25 novembre, un’ops che l’amministratore delegato Andrea Orcel potrebbe ritoccare al rialzo a febbraio dopo che il gruppo di Piazza Meda alzerà il velo sui risultati di fine anno. Oltre allo studio Cappelli Riolo Calderaro Crisostomo Del Din & Partners (Crccd), una boutique legale arruolata subito da Unicredit al momento dell’apertura del nuovo fronte italiano di m&a bancario, Orcel sta chiamando a raccolta altri studi ingaggiati per seguire singoli aspetti speciali dell’operazione sul Banco.

Nelle ultime ore alla squadra di consulenti si è aggiunto l’avvocato Carlo Pavesi dello studio Gatti Pavesi Bianchi Ludovici, gruppo di legali esperto in operazioni di impresa e di finanza strutturata che era stato reclutato sempre a novembre anche da Anima. L’asset manager guidato da Alessandro Melzi d’Eril è finito nel mirino del gruppo di Giuseppe Castagna che ha lanciato un’opa totalitaria per mettere in portafoglio il restante 78% del gestore e delistarlo.


A quanto risulta, per evitare conflitti d’interesse lo studio ha rimesso l’incarico che gli era stato conferito da Anima e andrà ad unirsi al team di advisor al lavoro per Unicredit, con il quale ci sono anche la law firm Freshfields (che ha appena assistito Lufthansa nel closing dell’acquisizione del 41% di Ita dal Tesoro) e lo studio statunitense Sullivan & Cromwell.

Come accaduto nell’operazione Commerzbank, per gli aspetti finanziari Orcel ha poi scelto di costruire autonomamente il deal senza affidarsi a consulenti esterni. Ma per l’execution che passerà molto probabilmente per un rilancio pare che Unicredit abbia aperto la ricerca di un advisor. (riproduzione riservata)



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