Con una mossa inedita nel mezzo di un’offerta pubblica ma anticipata da MF-Milano Finanza, Unicredit lancia un avvertimento ai soci di Banco Bpm, l’istituto milanese su cui Piazza Gae Aulenti ha lanciato un’ops da 10,1 miliardi.
Al centro di una lunga nota emessa da Unicredit lunedì 17 febbraio c’è la scelta di Banco Bpm di rilanciare su Anima prima di aver ottenuto dalla Bce il beneficio contabile del Danish Compromise. Una mossa che potrebbe modificare il valore del gruppo e spingere Piazza Gae Aulenti a ritirare l'ops.
La scorsa settimana il cda del Banco ha deciso di alzare il prezzo dell’opa su Anima da 6,2 a 7 euro. Le norme della passivity rule impongono di passare dall’assemblea ordinaria per la decisione e i soci saranno chiamati in assemblea il prossimo 28 febbraio per votare sul rilancio. Proprio su quell’appuntamento e sul rilascio del beneficio contabile del cosiddetto Danish Compromise si concentra ora l’attenzione di Unicredit.
Se infatti il Danish Compromise non fosse applicabile, l’opa su Anima avrebbe un impatto molto più significativo sul capitale di Banco Bpm, con una riduzione stimata di 268 punti base sul Cet1. Di conseguenza, il coefficiente patrimoniale scenderebbe dal 13% al 12,32% e, per ulteriori ragioni specificate nella nota, potrebbe calare fino a 11,38%. Questo valore – sostiene Unicredit - sarebbe inferiore alle soglie considerate adeguate e potrebbe mettere sotto pressione la stabilità patrimoniale della banca.
La banca di Orcel afferma che, in assenza dei benefici del Danish Compromise, «non è chiaro quali siano le azioni di mitigazione» ipotizzate da Banco Bpm «al fine di mantenere il proprio ratio Cet1 più alto del 13% e un payout ratio dell’80% degli utili, come previsto dal piano industriale».
Fatte queste premesse, la conclusione a cui arriva Unicredit è netta: «un incremento del prezzo dell'opa su Anima e la rinuncia (in tutto o in parte) delle condizioni dell'opa o anche ad una sola di esse, potrebbe determinare la risoluzione o l'inefficacia dell'offerta, a meno che Unicredit decida di rinunciare alle condizioni poste alla stessa in conformità ai termini della stessa offerta», taglia corto la banca.
Tradotto: se l’opa su Anima rendesse Banco Bpm finanziariamente meno attraente, Unicredit potrebbe ritirare la propria offerta da Piazza Meda. Una mossa che modificherebbe in profondità gli scenari del risiko bancario creando incertezza per gli azionisti del Banco e che potrebbe influenzare le altre grandi partite in corso. A partire da quella su Generali. (riproduzione riservata)