Unicredit vuole essere ancora più generosa con i suoi azionisti. Mercoledì 20 settembre la banca guidata da Andrea Orcel ha annunciato l’intenzione di lanciare una tranche del programma di buyback 2023 per un massimo di 2,5 miliardi di euro. Immediata la reazione del titolo che in borsa guadagna il 3,2%. La banca, si legge nella nota, «beneficia di elevati livelli di capitale e di una generazione organica di capitale ai vertici della categoria, sostenuta da una performance finanziaria costantemente elevata, da una solida qualità degli attivi e da un costo del rischio strutturalmente più basso». Questa condizione, prosegue la nota, posiziona «Unicredit in modo ottimale per affrontare i periodi di incertezza macroeconomica e le consente di anticipare una parte del riacquisto di azioni proprie previsto per il 2023».
L’obiettivo di distribuzione totale di Unicredit per il 2023 è di almeno 6,5 miliardi di euro, contro i 5,25 miliardi del 2022, che si traducono in un rendimento totale di oltre il 16%. Questo sottolinea l’impegno a conseguire rendimenti interessanti e sostenibili per gli azionisti, preservando al contempo la solidità patrimoniale. Proforma per questa tranche di riacquisto, Il Cet1 ratio di Unicredit è pari al 15,8% al 2° trimestre 2023. L’avvio di questa tranche di buyback 2023 è subordinato all’approvazione da parte degli azionisti della banca in occasione dell’assemblea straordinaria degli azionisti che sarà convocata per il 27 ottobre, nonché all’approvazione dell’autorità di vigilanza.
«Ce lo possiamo permettere». Così Orcel ha commentato la decisione sul buyback. Il banchiere ha notato inoltre che l'operazione potrà avere benefici sul dividend per share e sugli utili per azione dato che sarà effettuata prima dello stacco del prossimo dividendo e prima della chiusura del bilancio. Il banchiere ha anche annunciato che la tassa sugli extraprofitti non avrà impatti sulla politica di remunerazione del gruppo: «Per quanto ci riguarda confermiamo la distribuzione di oltre 6,5 miliardi; la tassa sulle banche in termini di numeri non avrà un impatto sconvolgente sul settore». Orcel, in scadenza nella primavera prossima insieme al resto del cda, ha già annunciato la disponibilità a ricandidarsi per un secondo mandato. Un obiettivo che oggi appare in discesa alla luce della generosa remunerazione garantita agli azionisti e ai risultati robusti portati dalla banca. (riproduzione riservata)