Leonardo apre un nuovo filone di possibili ricavi. Stavolta non si tratta di acquisizioni o partnership, ma di crescita organica attraverso la creazione di una linea di business fatta in casa. Come Eni con il suo Hpc6 del Green Data Center, tra i più potenti al mondo, anche Leonardo si lancia nei supercomputer, con l’obiettivo di raddoppiare la potenza di calcolo già nel 2026 e aprirla al mercato.
Al traguardo, il gruppo guidato dall’ad Roberto Cingolani conta di arrivare a detenere uno dei supercomputer più potenti al mondo nel settore Aerospazio & Difesa, accessibile a oltre 2 mila utenti registrati e con l’impiego di almeno 200 ricercatori.
Potrà essere utilizzato, per esempio, nelle analisi predittive basate sull’intelligenza artificiale per anticipare tendenze di mercato e nello studio delle immagini satellitari per l’osservazione e il monitoraggio della Terra. Questo secondo aspetto è complementare alla creazione dell’alleanza europea dei satelliti che Leonardo sta studiando insieme ad Airbus e Thales per fare concorrenza alla Starlink di Elon Musk.
La nuova linea di business ha già un nome: Lhyc (Leonardo Hypercomputing Continuum). Rientra nei piani di crescita organica del gruppo ed è prevista nell’aggiornamento delle linee industriali e strategiche 2025-29. Nello stesso lasso di tempo, Leonardo stima che Lhyc possa cumulare ordini per 300 milioni di euro e generare ricavi per circa 250 milioni. Al momento, come si legge nella relazione finanziaria 2024, Leonardo ha registrato un aumento della potenza di calcolo pro-capite del 12% anno su anno. Per l’anno in corso si prevede che il gruppo raggiunga il target del 40% di incremento dei petaflop rispetto al 2020.
Va ricordato anche che Leonardo, unica azienda insieme a Thales su 20 partner del mondo universitario e della ricerca, da gennaio 2024 detiene una partecipazione del 5,3% di Nqtsi (National Quantum Science and Technology Institute), il consorzio finanziato dal Pnrr per lo sviluppo della tecnologia quantistica, che supporta la creazione e l'incubazione di spin-off e start-up.
La linea di business dovrebbe ricadere sotto una delle due nuove condirezioni appena create da Cingolani, che ha messo mano alle prime linee in vista dell’uscita dell’attuale condirettore generale, Lorenzo Mariani, di ritorno in Mbda, la jv missilistica del gruppo. Si tratta di Strategie, Innovazione e Alleanze Strategiche, affidata a Simone Ungaro. L’altra condirezione generale, Sviluppo commerciale e Coordinamento dei programmi di business, sarà invece guidata da Carlo Gualdaroni. Tra gli obiettivi della riorganizzazione c’è, infatti, accelerare lo sviluppo delle tecnologie digitali. (riproduzione riservata)