Sono pochi gli italiani (il 21%) che vantano una conoscenza specifica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Otto su dieci conoscono però almeno il nome del Piano e due su tre vogliono saperne di più. E' quanto emerge dalla ricerca di Changes Unipol, elaborata da Ipsos, che ha analizzato la conoscenza, l'interesse e la fiducia nei confronti del Pnrr, considerando un campione nazionale di oltre 44 milioni di individui, residenti nelle principali aree metropolitane.
La conoscenza, almeno di nome del Pnrr, cresce ad aumentare dell'età: spicca infatti l'88% dei baby boomers (57-74 anni) mentre chiude la classifica la generazione Z (tra i 16 e i 26 anni) con il 77%. I millenials (27-40 anni) rappresentano un caso particolare perché hanno una padronanza dei contenuti del Piano di due punti percentuali sopra la media nazionale (23%), in linea con la popolazione più matura che raggiunge il 24%.
Tra chi ha almeno sentito parlare del Piano, è opinione diffusa che i fondi stanziati non siano sufficienti a far ripartire l’Italia, ma che serviranno altri capitali pubblici e privati.
La quarta ondata pandemica e il conseguente numero crescente di contagi e ricoveri pesa sulla percezione delle priorità degli italiani, tanto che il 31% degli intervistati attribuisce precedenza assoluta alla salute tra le sei missioni del Pnrr, pur essendo l'ultima per fondi stanziati. La "rivoluzione verde e transizione ecologica" (18%), prima per risorse dedicate, è invece al secondo posto per il campione degli interpellati, davanti a "inclusione e coesione sociale" (17%), "istruzione e ricerca" (13%), "infrastrutture per una mobilità sostenibile" (11%) e "digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura" (10%). (riproduzione riservata)