«Viviamo in un contesto economico, geopolitico e tecnologico in continuo mutamento, con una elevata incertezza, dove i focolai di tensione non cessano di sorgere e nel quale le minacce dell'uso del sistema finanziario per finalità criminali si fanno sempre più complesse, sofisticate e globali. In questo scenario, l'efficacia della risposta italiana ai rischi di riciclaggio e finanziamento del terrorismo è strettamente legata alla capacità di agire in maniera coordinata e proattiva, a livello nazionale, europeo, internazionale». Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha aperto il suo intervento di apertura alla presentazione del rapporto annuale dell’Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia (Uif).
La crescente digitalizzazione e il continuo progresso tecnologico sono alla base del costante aumento delle fattispecie connesse a frodi informatiche o agevolate dall’utilizzo di strumenti e canali innovativi: dai furti di identità fino alle cessioni a terzi di credenziali di accesso passando per l’apertura di rapporti a distanza utilizzando per il riconoscimento anche sistemi di intelligenza artificiale generativa. In particolare, sottolinea il titolare del Mef, «le modalità di utilizzo delle cripto a scopi di riciclaggio sono in continua evoluzione e sempre più complesse e sofisticate, e c’è un crescente ricorso alle stablecoin». Certo sono già stata introdotte nuove normative e obblighi in materia: «I prestatori di servizi in cripto-attività sono stati sottoposti, in linea con quanto previsto a livello europeo, agli stessi obblighi antiriciclaggio applicati agli intermediari bancari e finanziari. Inoltre, sono stati introdotti specifici obblighi di tracciabilità delle operazioni in cripto attività con l'obiettivo di favorire l'integrazione di eventuali traslazioni sospette»: Però ha concluso Giorgetti, alla luce della continua evoluzioni degli strumenti illeciti «continueremo a lavorare su questo fronte per affrontare le sfide delle nuove tecnologie».
Allo stesso tempo, «il diffuso utilizzo del contante e l'estensione dell'economia sommersa rappresentano criticità molto significative del sistema socio-economico italiano perché riducono la tracciabilità, facilitando il riciclaggio dei proventi di ogni tipo di reato economico» ha sottolineato il direttore dell’Uif, Enzo Serata.
Guardando però più in generale a tutte le segnalazioni di operazioni sospette (SOS) ricevute dall’Unità nel corso del 2024 si registra un calo del 3,3%, attestando 145.401. Controcorrente risultano l’aumento delle segnalazioni relative al terrorismo e dell’abuso di fondi pubblici. Le segnalazioni relative al finanziamento del terrorismo hanno registrato un incremento del 14,5% rispetto al 2023,. Le segnalazioni «strettamente riferibili agli interessi della criminalità organizzata sono state circa il 15% del totale; considerando anche le SOS con collegamenti con queste ultime raggiungono circa un terzo del totale».
Nel 2024 è aumentato poi di quasi tre volte il numero di segnalazioni riguardanti contesti connessi all’attuazione del Pnrr: dalle 309 del 2023 si è passati a 805. Il flusso segnaletico, sottolinea Serata, proviene per oltre il 90% da Pubbliche amministrazioni, sebbene concentrato su pochi enti segnalanti.
Le anomalie più ricorrenti riguardano l’accesso a fondi pubblici da parte di soggetti privi dei requisiti necessari o con un profilo economico incoerente e l’utilizzo degli stessi in maniera difforme rispetto alle finalità, spesso con la destinazione a scopi privati.
Le segnalazioni di operazioni sospette relative a illeciti fiscali rappresentano oltre il 20% del flusso segnaletico complessivo, confermando la rilevanza del fenomeno. Anche nel 2024 la componente più significativa è costituita dalle fattispecie di presunte frodi nelle fatturazioni, che ricorrono in quasi il 40% delle Sos riconducibili all’ambito fiscale, seguite dai giri di fondi fra persone fisiche e giuridiche collegate, presenti nel 37% delle SOS della medesima tipologia.
Le ispezioni della Uif hanno evidenziato criticità nel comparto del gioco, in particolare quello online, ma anche nel settore dell’oro, dove «manca contezza sugli obblighi antiriciclaggio».(riproduzione riservata)