Nella notte è arrivato l’accordo: eurodeputati e Stati membri hanno concordato di vietare completamente tutte le importazioni di gas russo nell’Unione Europea entro l’autunno del 2027. Il provvedimento, parte del percorso REPowerEU, rappresenta un compromesso tra la volontà del Parlamento europeo – che spingeva per un divieto più rapido – e quella degli Stati membri, favorevoli a tempistiche più graduali. Il bando dei contratti a lungo termine entrerà in vigore non oltre il 1° novembre 2027, segnando un punto di svolta nella strategia energetica del continente.
La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha definito su X il raggiungimento dell’accordo come un «momento storico» per l’Ue. Secondo Metsola, la decisione «colpisce al cuore la macchina di finanziamento della guerra della Russia» e rafforza la sicurezza energetica a lungo termine dell’Unione. «Ecco come si salvaguarda il futuro energetico dell’Europa e come si manifesta il vero sostegno all’Ucraina», ha aggiunto.
Entusiasta anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha sottolineato come REPowerEU abbia protetto l’Europa «dalla peggiore crisi energetica degli ultimi decenni» e abbia permesso una transizione accelerata dai combustibili fossili russi. «All’inizio della guerra, pagavamo alla Russia 12 miliardi di euro al mese per i combustibili fossili. Ora siamo scesi a 1,5 miliardi al mese, ma è ancora troppo. Puntiamo a ridurlo a zero», ha aggiunto la presidente.
Nonostante l’annuncio, l’impatto immediato sui mercati è stato limitato. Ad Amsterdam, riferimento per il mercato europeo, il prezzo del gas Ttf ha aperto la seduta stabile a 28,09 euro al megawattora, in leggero rialzo dello 0,12%. (riproduzione riservata)