La via italiana della flessibilità sembra in procinto di vincere. Nel piano per incrementare le spese per la difesa europea, presentato dalla Commissione, la sospensione del Patto di stabilità sarà permesso, secondo fonti Ue, per un massimo dell'1,5% del pil annuo per ogni Stato membro e per un massimo di quattro anni.
A prezzi correnti, ha specificato un alto funzionario Ue, ciò si tradurrebbe in 257 miliardi di euro all'anno, per uno spazio di bilancio che dovrebbe essere usato solo per spese di difesa aggiuntive. Ipotizzando che i paesi membri incrementino gradualmente la spesa per la difesa, secondo la Commissione europea, l’effetto è di un aumento di spesa pari a 650 miliardi in quattro anni. Si tratta di una stima in quanto gli Stati non avranno la capacità di spendere da subito l'1,5% in più del pil per la difesa dal primo anno.
Tutte le restanti regole restano invariate. Nello specifico, solo le «deviazioni dal percorso della spesa netta che possono essere collegate all'aumento della spesa per la difesa possono essere incluse nella valutazione dovuta all'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale». Anche la procedura per i deficit eccessivi rimane invariata, salvo le eccezioni previste per la difesa. (riproduzione riservata)