Ok dagli ambasciatori Ue al prestito da 90 miliardi di euro per l’Ucraina e al ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. «Oggi entrambi sono stati inseriti all’ordine del giorno e approvati dal Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti, ndr)», conferma un portavoce della presidenza cipriota dell’Ue.
Le misure «passeranno ora a una procedura scritta per la loro adozione finale da parte del Consiglio, che dovrebbe concludersi domani (23 aprile, ndr) pomeriggio. La presidenza cipriota ha lavorato instancabilmente per garantire che l’Ue continui a sostenere con decisione l’Ucraina e a esercitare pressione sulla Russia».
Il prestito a Kiev si è sbloccato dopo le elezioni ungheresi. Il nuovo premier Peter Magyar ha tolto il veto posto da Viktor Orbán, da sempre vicino alle posizioni di Vladimir Putin. L’ex primo ministro aveva prima dato l’ok, ottenendo in cambio di non partecipare al prestito. Poi si è rimangiato la parola dopo l’attacco che ha danneggiato l’oleodotto ucraino che porta il petrolio russo in Ungheria.
Orbán ha preteso che Volodymyr Zelesky lo riparasse prima di togliere il veto, mentre il presidente ucraino ha temporeggiato sperando di danneggiare l’ungherese nelle elezioni. Stallo risolto con la nomina di Magyar, che ha dato il via libera e ha ottenuto così i fondi europei bloccati negli anni passati da Bruxelles per colpa delle politiche ostruzionistiche di Orbán. (riproduzione riservata)