Il Parlamento Europeo chiede di aumentare del 10% il bilancio dell’Ue e di rimborsare a parte i prestiti del Next Generation Eu. A Strasburgo gli eurodeputati hanno approvato la loro posizione negoziale sul budget 2028-34, base delle future trattative con il Consiglio (i governi) nel trilogo. L’Europarlamento vuole numeri più rotondi, circa 197,3 miliardi in più rispetto alla proposta della Commissione.
Così il bilancio settennale dell’Ue salirebbe a 2.010 miliardi, in linea con quello indicato da Bruxelles che però conteggiava anche le somme per ripagare il Recovery Fund. Nell’idea del Parlamento Europeo, invece, i soldi dei vari Pnrr non devono depotenziare il budget europeo.
A Strasburgo le visioni divergono da quelle della Commissione anche sulle modalità di spesa. Gli eurodeputati considerano difesa e competitività nuove priorità, come la presidente Ursula von der Leyen, e sono favorevoli a raddoppiare le risorse anche per innovazione e transizione digitale e verde.
Ma allo stesso tempo pretendono che i fondi per coesione e agricoltura non vengano tagliati. Queste ultime politiche, inoltre, non devono essere accorpate in un unico fondo come suggerito da Bruxelles. E viene criticata anche la scelta di passare a «un unico piano per Stato membro» perché indebolirebbe il ruolo degli enti locali nei progetti di spesa.
Idee condivise da Forza Italia, mentre la Lega ha votato contro e Fratelli d’Italia si è astenuta. Divisa anche l’opposizione: al sì del Partito Democratico si contrappongono il no del M5S e l’astensione di Avs.
Gli eurodeputati, insomma, chiedono un bilancio più ambizioso. Il problema è che mancano le risorse, a meno di incrementare i contributi degli Stati membri (contrari a questa ipotesi), emettere debito comune (Germania e Olanda hanno già detto no) o aumentare le risorse proprie - le tasse - dell’Ue. Il Parlamento Europeo sembra puntare sull’ultima via, strada considerata maestra «per rimborsare il debito del Next Generation Eu».
L’idea è di introdurre nuove entrate nel prossimo bilancio per generare circa 60 miliardi l’anno. E se tra le opzioni allo studio di Bruxelles ci sono le tasse su sigarette, rifiuti elettronici e sulle aziende con più di 100 milioni di ricavi, il Parlamento Europeo suggerisce in alternativa l’imposta sui servizi digitali, sul gioco d’azzardo online, l’estensione del Cbam o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute.
«Non possiamo chiedere alle future generazioni di ripagare debiti del passato, quindi saranno indispensabili ulteriori risorse proprie», sintetizza la presidente Roberta Metsola. «Il Parlamento non può affrontare una nuova era con un bilancio vecchio. Se vogliamo un’Ue che si regga sulle sue gambe, servono nuove risorse proprie per essere in grado di affrontare nuove priorità e ripagare vecchi debiti senza dover tagliare programmi che hanno dimostrato la loro validità».
Per rafforzare le entrate dell’Ue sin da subito e tamponare gli effetti del caro energia dovuto alla guerra in Iran, Pasquale Tridico aveva proposto una tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche. Ma l’emendamento del capodelegazione del M5S è stato respinto.
«Siamo rammaricati», si legge nella nota della delegazione del Movimento. «A parole in molti sostenevano questa proposta ma, quando hanno avuto l’opportunità di votarla, si sono tirati indietro. L’Ue oggi affronta numerose sfide, in particolari sociali e produttive, e questo bilancio pluriennale è assolutamente insufficiente per risolverle. No all’Europa dell’austerity per i cittadini e dei grandi favori alle lobby delle armi e del petrolio».
«Abbiamo adottato una posizione forte, che bilancia priorità nuove e tradizionali con un aumento moderato del 10%. Invitiamo il Consiglio Europeo a fare un passo avanti, dare seguito alle nostre proposte e concordare un bilancio solido e tempestivo», è invece il commento post voto del correlatore Siegfried Muresan (Ppe).
«La Pac e i fondi di coesione non sono retaggi del passato, ma il fondamento della solidarietà europea e i motori del nostro futuro», aggiunge la correlatrice Carla Tavares (S&D). «L’ambizione senza risorse è vuota, per questo abbiamo adottato una posizione forte sul prossimo budget, bilanciando priorità nuove e tradizionali con un aumento moderato e introducendo nuove risorse proprie». (riproduzione riservata)