Ubs ha annunciato un nuovo programma di buyback da 3 miliardi di dollari, sostenuto da una trimestrale in cui gli asset della divisione wealth management hanno superato le stime e i ricavi del trading hanno registrato un forte aumento. Il titolo mercoledì sale del 2,5% a 43,51 franchi svizzeri alla borsa di Zurigo.
Il programma di buyback, che arriva dopo la chiusura del piano da 3 miliardi di dollari concluso questo mese, partirà con almeno 1 miliardo di dollari di acquisti nei prossimi tre mesi e proseguirà fino al secondo trimestre del prossimo anno, ha comunicato mercoledì la banca di Zurigo. Nel secondo trimestre Ubs ha registrato un utile netto di 2,8 miliardi di dollari, superiore alle previsioni degli analisti.
Il gruppo svizzero guidato dall’ad Sergio Ermotti ha beneficiato dell’attività di trading, che ha generato profitti record per molte banche di Wall Street, sostenuta dalle tensioni geopolitiche e dal boom dell’intelligenza artificiale. La solidità dei risultati trimestrali sta aiutando Ubs a compensare l’impatto sul titolo del dibattito in Svizzera sul capitale, che potrebbe costringere il gruppo a mantenere miliardi di franchi aggiuntivi di patrimonio.
Nelle prospettive per il prossimo trimestre, Ubs ha mantenuto un approccio prudente, alla luce dei conflitti in corso in Medio Oriente e della volatilità dei prezzi dell’energia. Allo stesso tempo, la banca ha sottolineato che l’attività dei clienti resta «solida».
Gli afflussi netti di nuova liquidità nella divisione chiave Global Wealth Management sono stati pari a 36 miliardi di dollari, contro i 21 miliardi attesi dagli analisti. I ricavi dell’investment bank sono aumentati del 26%, grazie sia al trading sia alle attività di consulenza. I ricavi derivanti dalla consulenza alle aziende nella raccolta di capitale azionario e nell’emissione di debito sono cresciuti del 55%, mentre quelli dell’attività di trading azionario sono saliti del 53%. (riproduzione riservata)