L'incremento dei rendimenti dei titoli di Stato resta al centro della scena sui mercati. L'incessante aumento dei rendimenti del Treasury Usa (in salita di 130 punti base da maggio) ha spinto il mercato da un approccio "le buone notizie sono buone notizie" a un approccio "le buone notizie sono cattive notizie", sottolinea Gerry Fowler, strategist di Ubs, in una nota del 2 ottobre. Dal 31 luglio l'indice S&P 500 è sceso di quasi l’8% e lo Stoxx Europe 600 del 6%. Le azioni in Europa hanno reagito in linea con le correlazioni storiche ai rendimenti, ma hanno generalmente superato i beta precedenti. Molte grandi aziende, come Asml e Lvmh, con azioni sensibili ai rendimenti sono scese di oltre il 20% rispetto ai massimi. «Hanno contribuito anche la volatilità e le revisioni degli utili», precisa Fowler, «tanto che rimaniamo negativi su molti settori ciclici/ad alto beta, tra cui semiconduttori, lusso, capital goods e auto».
Gli aumenti dei rendimenti dei titoli di Stato sono stati compensati dalla compressione dei premi al rischio sul mercato azionario fino a luglio. Da allora, si è vista una maggior correlazione e più volatilità sui mercati, il che significa che la compressione dei premi al rischio non sta più compensando i movimenti dei rendimenti. «La nostra analisi suggerisce che il multiplo prezzo/utile corretto per l’indice Stoxx Europe 600 è ora sceso a circa 11-11,5 volte. Il mercato continua a scambiare sopra le 12 volte, quindi è sopravvalutato del 5-10%. Sono necessari rendimenti e/o volatilità più bassi o venderemo sui rialzi», avverte Fowler. Secondo l’esperto di Ubs, la prossima ondata di reazione negativa dei mercati sarà causata dai profit warning a seguito della contrazione dei margini. «Le cattive notizie saranno nuovamente trattate come cattive notizie. Prevediamo una riduzione degli utili del 17% nel 2024», stima Fowler. «Siamo particolarmente preoccupati per i capital goods e gli industriali, perché oltre agli utili a rischio ci sono le valutazioni che potrebbero essere suscettibili di un calo», afferma Fowler, avvertendo che le azioni con margini ben al di sopra della media a lungo termine potrebbero essere le più a rischio.
Un altro modo per identificare i settori più a rischio di una contrazione dei margini e delusioni sugli utili è guardare i dati settoriali relativi a nuovi ordini e backlog. Se le aziende mostrano una debolezza in entrambi, il rischio di un profit warning è elevato. «Attualmente, i settori con nuovi ordini deboli e in peggioramento e, cosa importante, anche backlog deboli e in peggioramento includono minerario, auto, bevande, trasporti e industrie. Ma sono i capital goods e gli industriali che ci preoccupano di più perché il rischio sugli utili si mescola con valutazioni più elevate, rendendoli sensibili a una revisione al ribasso degli utili e a un calo in borsa. Storicamente, quando i backlog e i nuovi ordini si indeboliscono come ora, le revisioni degli utili nell'industria sono fortemente negative. Recentemente, ci sono state revisioni al rialzo. Il settore è ampio e diversificato, quindi la selezione delle azioni è preferibile», indica Fowler