Il settore del lusso ha visto una flessione di circa il 15% circa nell’ultimo mese rispetto al mercato. Ad evidenziarlo sono gli analisti di Ubs, che riducono le loro stime sul comparto per tener conto del rischio di minori acquisti anche da parte dei consumatori cinesi, finora gli unici ad aver mostrato una certa resilienza nelle spese. «In questo scenario i risultati del terzo trimestre del 2023 saranno decisivi per capire quali saranno le prospettive per i prossimi mesi e per avere una maggior visibilità sui trend del 2024», commentano gli esperti, aggiungendo che «le nostre stime si posizionano al di sotto del consenso nel breve termine e non escludiamo ulteriori rischi di svalutazione per i prossimi mesi». Le stime sulle vendite per tutto il 2023 rimangono invariate, mentre si riducono quelle per il 2024 di circa l’1%. Per quest’anno e per il 2024 le previsioni sull’utile per azione scendono, in media, rispettivamente dell’1% e del 4% per riflettere la crescita fiacca del settore. Considerando solo il terzo trimestre del 2023, le vendite dovrebbero segnare un +9%, a fronte di una stima del consenso del +10%.
Date queste premesse, non cambiano le top picks di Ubs che sono Moncler (target price di 70 euro, in calo dal precedente 73,5), Hermès (2.030 euro da 2.228) e Richemont (147 franchi, in crescita da 170), sulle quali viene confermano il rating buy. Consigliata una maggior cautela su Burberry (declassata a sell) per via dei rischi connessi alla scelta di un cambio della strategia. Anche gli investitori si mantengono positivi su Moncler, un posizionamento alimentato dalla forza del marchio, dal tasso di crescita delle vendite superiore a quella dei concorrenti in un contesto di rallentamento e dal rischio più limitato sui margini rispetto ai peer. Tutti fattori che dovrebbero far aumentare la valutazione del titolo milanese. Invece nel caso di Richemont «riduciamo le nostre stime per via della minor spesa dei consumatori, ma riteniamo allo stesso tempo che il mercato sia troppo negativo sul titolo, attualmente scambiato sui livelli minimi degli ultimi 20 anni», aggiungono gli analisti. Kering (rating neutral) è un altro nome su cui il mercato si mantiene cauto, dati i molteplici cambiamenti e i reinvestimenti che l'azienda dovrebbe affrontare nel prossimo anno. Tra gli altri titoli sotto la copertura, gli esperti di Ubs hanno un rating buy su Tod’s (target price di 50 euro da 55 euro), Hugo Boss (89 euro, invariato), Prada (62 dollari di Hong Kong da 66), Brunello Cucinelli (95 euro da 101), Ferrari (355 dollari da 375) e LVMH (837 euro da 915). Rating neutral su EssilorLuxottica (189 euro da 189), Swatch (270 franchi, invariato), Zegna (13,5 dollari, invariato) e Kering (446 euro da 511 euro). Sell su Salvatore Ferragamo (12 euro da 13) e Burberry (1.614 pence da 2.285).
La valutazione del settore rispetto al mercato è al momento sostanzialmente in linea con quella degli ultimi cinque anni, guidata dal modesto slancio dell’utile per azione nel breve termine. «Anche se intravediamo ancora rischi di breve termine sulla valutazione con le nostre stime per il terzo trimestre che si posizionano al di sotto del consenso, stimiamo che l’appeal del comparto nel lungo termine rimanga intatto», specificano a Ubs. Gli esperti di Ubs ritengono che soltanto il dato sulle vendite del terzo trimestre 2023 di Brunello Cucinelli batterà il consenso (18% a fronte di un consenso del 17%). In linea con il consenso, invece, la stima sulle vendite di Lvmh (12%) e Prada (9%). Al di sotto si posizionano le vendite di Burberry (+3% a fronte di un consenso a +5%), di Salvatore Ferragamo (-16%, consenso a -5%), di Ferrari (+20%, consenso a +21%), di Hermès (+13%, consenso a +14%), Kering (-3%, consenso a +1%), Moncler (+9%, consenso a +11%), Richemont (+6%, consenso a +8%) e Tod’s (+6%, consenso a +11%). Gli esperti hanno condotto anche un’analisi sulla base di alcuni dati dei social media al fine di indagare il “brand momentum”, sulla base dei quali fare delle previsioni sulle vendite. L’analisi mostra un momentum forte per i brand Lvmh, Zegna, Hermès, Richemont, Brunello Cucinelli e Prada. Performance relativamente contenute, viceversa, per Kering, Hugo Boss, Burberry, Swatch, Tod’s e Moncler. Infine, maglia nera il brand Ferragamo su cui non si intravede alcun segnale di ripresa.