Debutto sulle montagne russe al Nyse per Twenty One Capital, la società di tesoreria Bitcoin il cui principale azionista è Tether, l’emittente della stablecoin Usdt guidato da Paolo Ardoino. La matricola, il cui ceo è Jack Mallers alle 17:00 ora italiana guadagnava il 2,5% a 11,01 dollari per azione dopo una partenza che l’ha vista cedere oltre il 2%. Tuttavia il titolo nel pre-market è crollato del 24% rispetto all’ultimo prezzo di 14,27 dollari di Cantor Equity Partners, Spac da cui è originata Twenty One Capital.
Twenty One Capital parte con 43.514 bitcoin in portafoglio, pari a un valore di circa 4 miliardi di dollari, diventando così il terzo maggiore detentore corporate di bitcoin al mondo, dopo Strategy (660.624 bitcoin) e il miner Mara (53.250).
«Bitcoin è denaro onesto», ha dichiarato Mallers. «Ecco perché le persone lo scelgono, ed è per questo che abbiamo costruito Twenty One su di esso. La quotazione alla Borsa di New York significa dare a Bitcoin il posto che merita nei mercati globali e offrire agli investitori il meglio di Bitcoin: la sua solidità come riserva di valore e il potenziale di crescita di un'azienda costruita direttamente su di esso».
Non è insolito che il prezzo di una Spac differisca da quello della società dopo la fusione, perché prima dell’operazione la Spac è di fatto una scatola vuota che riflette soprattutto aspettative speculative. Quando viene annunciata una fusione, il titolo può salire per l’entusiasmo degli investitori, ma una volta completato il de-Spac il mercato inizia a valutare la vera azienda operativa, con il suo modello di business, i rischi e le condizioni del settore.
Inoltre molti investitori tipici delle Spac riscattano le azioni al momento della fusione, generando pressione ribassista sul prezzo iniziale di quotazione. Per questo il passaggio da Spac a società quotata comporta spesso un riallineamento del valore, che può essere anche molto diverso da quello visto prima della fusione. (riproduzione riservata)