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Turismo, la ministra Santanchè a Milano Finanza: il 2026 sarà l’anno della consacrazione dell'Italia
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Turismo, la ministra Santanchè a Milano Finanza: il 2026 sarà l’anno della consacrazione dell'Italia

02 gennaio 2026, 23:00

La ministra racconta le sfide per il futuro. Si parte dall’undertourism, ossia dalla valorizzazione delle località meno note. Con uno sguardo all’AI 

Il 2026 si prospetta «come l’anno della definitiva consacrazione internazionale del modello Italia nel turismo che è il motore trainante e il pilastro della resilienza economica nazionale». Lo ha dichiarato a MF-Milano Finanza, la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, sottolineando che dopo un triennio di record storici «ci affacciamo a un calendario di eventi di portata globale dalle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, a Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del dialogo e a L’Aquila capitale italiana della cultura 2026, passando per i grandi appuntamenti del tennis internazionale» che andranno a consolidare i primati italiani.

Domanda. Qual è l’impatto economico del turismo?

Risposta. Il 2024 si è chiuso con una spesa turistica complessiva di 178 miliardi di euro (di cui 55 miliardi generati dalla componente estera), e per il 2025 le proiezioni indicano un ulteriore consolidamento a 185 miliardi, con l'apporto dei mercati internazionali che salirà a 60 miliardi. Ecco che stimiamo che complessivamente entro la fine dell'anno il turismo genererà un valore aggiunto pari a circa 240 miliardi di euro, incidendo per oltre il 13% sul pil nazionale.

D. E quanto conta in termini di occupazione?

R. Alla fine del 2025 prevediamo di raggiungere la quota record di 3,2 milioni di addetti, pari al 13,3% della forza lavoro nazionale. Risultati frutto delle misure introdotte dal governo Meloni — dalla detassazione delle mance alla decontribuzione per il lavoro notturno e festivo, che abbiamo voluto confermare nell'ultima manovra — che puntano ad aumentare l'attrattività e la stabilità del comparto. Affinché il turismo non sia più percepito come un settore di passaggio, ma come un solido ascensore sociale per le nuove generazioni e un terreno fertile per investimenti di lungo periodo, capaci di generare valore reale e diffuso per l'intero Sistema Paese.

D. Che impatto possono avere i grandi eventi che l’Italia ospiterà nei prossimi anni?

R. I grandi eventi sportivi, e non solo, rappresentano un acceleratore di crescita senza pari per l'economia. Per l'America’s Cup, ad esempio, stimiamo una ricaduta economica immediata di circa 690 milioni di euro, che salirà a 1,5 miliardi nel prossimo decennio. Un investimento ad altissimo rendimento: per ogni euro stanziato, se ne generano quasi 5 per il territorio. Solo questo evento attirerà fino a 1,7 milioni di visitatori, portando 370 milioni di spesa turistica diretta e creando 11.000 posti di lavoro, molti dei quali permanenti nei settori della nautica e dei servizi. Sul fronte delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, l’impatto è ancora più importante. Parliamo di un volano da 5,3 miliardi di euro complessivi. Le proiezioni indicano un contributo al pil di 2,3 miliardi di euro cumulati entro il 2028, con oltre 3 miliardi investiti in infrastrutture che resteranno in dote alle nostre montagne.

D. Il riconoscimento Unesco per la cucina italiana avrà ricadute sul turismo?

R. L’enogastronomia è un pilastro dell'identità nazionale e un asset economico transnazionale. La nostra cucina è già la principale ambasciatrice del Made in Italy, oltre a connettere 59 milioni di residenti con una comunità di 85 milioni di italo-discendenti nel mondo. Il riconoscimento dell’Unesco, secondo le stime di Assoturismo Confesercenti, nei prossimi due anni incrementerà i flussi turistici fino all’8%, traducendosi in circa 18 milioni di pernottamenti aggiuntivi.

D. Si parla di aumenti dei flussi turistici su tutti i fronti. Non si rischia così l’overtourism?

R. Ritengo che un’elevata domanda turistica non debba mai essere considerata un problema, bensì una risorsa da gestire attraverso una chiara visione industriale. Certo dobbiamo continuare a lavorare già dal 2026 per rendere l’Italia una destinazione sempre più fruibile 12 mesi l’anno e correggere una distorsione strutturale: oggi il 75% dei flussi turistici si concentra in appena il 4% del territorio nazionale. La priorità è l’undertourism ossia trasformare i borghi, le aree interne e le isole minori in nuove destinazioni d’eccellenza. Anche perché valorizzare le località meno conosciute è un’operazione di riequilibrio economico: significa creare ricchezza dove oggi c’è spopolamento, in aree ad altissimo potenziale ancora inespresso.

Di questo e della nuova programmazione strategica discuteremo nel dettaglio al Forum Internazionale del Turismo, che si terrà a Milano il 23 e 24 gennaio, dove tracceremo la rotta per un'offerta turistica finalmente multipolare e diffusa. Intanto abbiamo previsto il sostegno finanziario diretto ai territori attraverso un fondo da 34 milioni di euro dedicato ai piccoli Comuni, affinché i borghi meno conosciuti possano finalmente esprimere il proprio valore e diventare alternative reali alle mete più note. Un’operazione di rilancio territoriale strettamente legata alla nuova fase della campagna «Welcome to Meraviglia», che punta i riflettori anche sulle destinazioni meno note dell’Italia per raccontare una Nazione inedita.

D. Tra le misure già introdotte, che impatti ha avuto l’introduzione del codice identificativo sugli affitti brevi?

R. Il Cin è stato decisivo per mettere ordine in un mercato che per troppo tempo è rimasto senza regole certe. A dicembre risultano registrate quasi 700 mila unità, e la notizia positiva è che ben l’87,7% dispone già di un Cin verificato.Per la prima volta abbiamo una mappatura reale dell'ospitalità in Italia, che ci permette di garantire trasparenza e regole uguali per tutti. Non è solo una questione di controllo: con questi dati contrastiamo l'abusivismo e garantiamo una concorrenza leale, elevando la qualità e la sicurezza di tutto il comparto.

D. Il dimezzamento della soglia per il tax free shopping ha dato i risultati sperati?

R. I risultati sono estremamente positivi. Portare la soglia per il tax free shopping da 154 a 70 euro è stata una misura concreta a sostegno del Made in Italy e dell'artigianato locale. I dati sono chiari: in soli quattro mesi abbiamo registrato una crescita delle vendite del 42% proprio nella fascia di prezzo interessata (tra 75 e 155 euro). Questo significa che il turista extra-Ue oggi è molto più incentivato ad acquistare prodotti d'eccellenza, generando ricadute economiche immediate. La cosa più importante è che questi benefici non riguardano solo le grandi vie dello shopping nelle metropoli, ma raggiungono anche i piccoli centri e le località meno conosciute, sostenendo capillarmente l'economia del territorio.

D. Con lo sguardo al futuro, credete nel potenziale dell’AI per il turismo?

R. Sì puntiamo su un corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale che potrà arrecare tangibili benefici all’intero settore. Secondo uno studio della Fondazione Tor Vergata, una corretta gestione dell’AI farà aumentare la spesa dei turisti fino al 10% entro il 2030 e, soprattutto, ridurrà il sovraffollamento in estate fino al 15%. In questo modo il turismo diventa un vantaggio per tutti: per chi viaggia e per chi vive nelle nostre città. (riproduzione riservata)



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