Il nuovo governatore della Banca centrale turca, Hafize Gaye Erkan, prosegue sulla strada della stretta monetaria, lasciando alle spalle i tagli dei tassi di interesse messi in campo dalla banca lo scorso anno, seguendo i suggerimenti del presidente Recep Tayyip Erdogan.
Così come già fatto a giugno e luglio, nel meeting di agosto la Banca centrale turca ha optato per un altro rialzo dei tassi di interesse dal 17,5% al 25%. L’aumento è anche più ampio di quanto previsto dagli analisti al 20%. Nelle dichiarazione post-riunione, il comitato di politica monetaria ha affermato di «aver deciso di dare seguito alla stretta monetaria al fine di disinnescare il processo inflazionistico al più presto possibile, per ancorare le aspettative di inflazione e per controllare il deterioramento della politica dei prezzi».
Il perdurare di tassi di inflazione stabili ha spinto la banca centrale a rivedere le sue previsioni di inflazione per la fine dell’anno dal 22,3% al 58%. La banca centrale ha dichiarato di aspettarsi che l’inflazione di fine anno si collochi sul «limite superiore dell’intervallo di previsione».
L’inflazione è in calo dal picco dell’85% dell’ottobre 2022, ma è balzata dal 38% di giugno di quest’anno a quasi il 48% di luglio. La Banca centrale ha attribuito la persistente vischiosità dell’inflazione nazionale alla forte domanda interna, alle pressioni salariali, ai tassi di cambio, alla persistente inflazione dei servizi e alle normative fiscali.
Dopo l’annuncio la lira turca ha guadagnato terreno rispetto al dollaro statunitense e all’euro. Alle 14:30 il biglietto verde era in calo di circa l’1,6% rispetto alla lira turca, mentre l’euro era scendeva dell'1,5%. (riproduzione riservata)