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Tsmc sbaraglia le attese: da Technoprobe ad Arm, le azioni pronte a beneficiare del capex e della domanda AI record

15 gennaio 2026, 10:10 Ultimo aggiornamento: 18:59

Risultati del quarto trimestre e outlook 2026 molto solidi per il fornitore chiave di Nvidia, ben oltre le attese del consenso. Capex 2026 di 52-56 miliardi di dollari. I buy di Citi

Tsmc sbaraglia le attese grazie al boom dell’AI. Il principale produttore mondiale di chip avanzati per l'intelligenza artificiale e fornitore chiave di Nvidia ha pubblicato risultati del quarto trimestre e un outlook 2026 molto solidi, superando le aspettative del consenso. L’elemento chiave per i produttori europei di semiconduttori (2,14% lo Stoxx settoriale) è rappresentato dal capex 2026 di 52-56 miliardi di dollari, decisamente al di sopra delle stime del consenso di 48-50 miliardi.

Il titolo Tsmc, quotato a Taipei, nel 2025 ha messo a segno un +44%, sovraperformando il mercato (+25,7%). Da inizio anno è già cresciuto del 9% per una capitalizzazione di mercato di 1,4 trilioni di dollari, più del doppio rispetto alla rivale sudcoreana Samsung Electronics.

L'espansione del capex e la domanda di AI

Il colosso taiwanese ha anche dichiarato che il capex sarà «significativamente più alto» nei prossimi tre anni, che intende accelerare la costruzione di stabilimenti (a marzo 2025 il gruppo ha annunciato un piano di investimenti da 100 miliardi di dollari negli Stati Uniti, oltre ai 65 miliardi già promessi per tre stabilimenti in Arizona, uno dei quali è già operativo) e l’aumento della capacità produttiva.

Ciò contribuisce a risolvere uno dei principali colli di bottiglia per la crescita del settore delle attrezzature per chip, ossia la disponibilità di spazi nelle camere bianche. A guidare questa spesa è la forte domanda, in particolare per l’AI, vista aumentare a un tasso medio annuo medio-alto del 50% tra il 2024 e il 2029.

I conti del quarto trimestre

I risultati del quarto trimestre del 2025 hanno mostrato vendite a 1,05 trilioni di dollari taiwanesi (+20,5% su base annua e +5,7% su base trimestrale) oltre la stima del consenso di 1,03 trilioni come il margine lordo al 62,3% (60,6% il consenso). Più in dettaglio, le spedizioni di chip N3 hanno rappresentato il 28% del fatturato totale dei wafer, di N5 il 35% e di N7 il 14%. Le tecnologie avanzate, come i chip N7, e più avanzate hanno rappresentato il 77% del fatturato totale dei wafer.

L'utile netto è salito del 35% a 505,7 miliardi, segnando il settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra e andando ben oltre la stima del consenso a 478,4 miliardi. Ora l’azienda ha previsto una crescita dei ricavi nel 2026 vicina al 30% (+40% nel solo primo trimestre tra 34,6-35,8 miliardi di dollari Usa quando il margine lordo è atteso al 63%-65%) rispetto al consenso che si attende un +25%.

Le politiche commerciali e l'accordo sui dazi

Le politiche commerciali di Trump e le minacce di imporre dazi sui semiconduttori hanno creato molta incertezza per l'industria globale dei chip, anche se tale incertezza non ha ancora compromesso seriamente i profitti in forte crescita trainati dal boom dell'AI.

Tra l’altro, i risultati di Tsmc sono arrivati mentre Taiwan ha segnalato il 15 gennaio che un accordo sui dazi con gli Stati Uniti potrebbe essere imminente. Le esportazioni dell'isola verso gli Stati Uniti sono soggette a dazi del 20%, anche se i chip ne sono esclusi.

L'impatto sui fornitori europei di semiconduttori

«I risultati e l’outlook di Tsmc sono positivi per il settore dei semiconduttori. L’espansione della capacità superiore al previsto potrebbe essere positiva per i fornitori di attrezzature per la produzione di semiconduttori», ha commentato Banca Akros, ricordando che Technoprobe (+7,5% a 15,15 euro a Piazza Affari in chiusura il 15 gennaio, coperta con un rating neutral e un target price a 12,5 euro) è direttamente esposta al gruppo taiwanese, «che stimiamo essere il suo cliente principale, mentre Stm (buy e target price a 30 euro, ndr) è indirettamente esposta, dato che stimiamo che il suo cliente più importante, Apple, sia anche il principale cliente di Tsmc».

Le previsioni di Citi per il settore

Anche Citi considera l’aggiornamento di Tsmc positivo per le azioni europee delle aziende che producono attrezzature per semiconduttori come Asml, Asm International, Besi e Vat, così come per Arm e Infineon, dato il loro legame con la domanda di AI.

«Rimaniamo positivi sulla domanda di macchinari per semiconduttori, non solo per il 2026, ma soprattutto per il 2027 e il 2028, man mano che continua la costruzione di nuove fabbriche e si rendono disponibili spazi nelle camere bianche», precisa Citi.

Di conseguenza, «vediamo un potenziale upside rispetto alle aspettative del consenso per Asml, Asm International, Besi e Vat per il 2027 e oltre. La previsione di crescita dei ricavi più elevata del previsto di Tsmc, in particolare per l’AI, supporta i trend di Arm e Infineon che generano una parte rilevante della propria crescita dall’AI», conclude Citi che ha un rating buy su Tsmc, Arm Holding, Asml e Asm International, Infineon e Vat.

Focus sul mondo smartphone

Per Equita i messaggi sono positivi per Technoprobe (Tsmc conta per un terzo delle vendite 2025 stimate dalla sim), in linea con la visione di un 2026 molto sostenuta grazie soprattutto all’AI/consumer pick-up, «elementi a nostro avviso, tuttavia, largamente prezzati dal mercato», avverte Equita che sull’azione ha un rating hold e un prezzo obiettivo a 12,50 euro.

Il messaggio costruttivo sul mondo smartphone: domanda nel segmento consumer attesa in solida crescita nel 2026 nei segmenti high-end (Apple) «è interessante» anche per Stm (+0,95% a 24,37 euro; 25% del fatturato 2025 nel personal electronics e un peso di Apple high-teens). Nell’area «ci aspettiamo una crescita del +6%/+5% nel 2026/2027 che ci sembra molto ragionevole e con potenziale spazio di upside, un elemento», conclude Equita, «che supporta il nostro recente upgrade a buy sull’azione con un target price a 30 euro». (riproduzione riservata)



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