Taiwan Semiconductor Manufacturing Company ottiene dal governo degli Stati Uniti una licenza annuale per importare attrezzature necessarie alla produzione di semiconduttori nei suoi stabilimenti di Nanjing in Cina, proprio quando il colosso Usa, Nvidia, ha chiesto all’azienda taiwanese un nuovo ordine di chip H200 grazie all'aumento della domanda cinese.
L’approvazione, ha detto TSMC, «garantisce la continuità delle operazioni di produzione e delle consegne di prodotti», sottolineando l’importanza della licenza per mantenere regolare la catena di approvvigionamento dei semiconduttori, fondamentali per elettronica di consumo, automobili e dispositivi industriali.
Lo stabilimento di Nanjing produce chip a 16 nanometri, non i semiconduttori più avanzati dell’azienda taiwanese. Tsmc possiede anche un impianto di produzione di chip a Shanghai. Nel suo bilancio annuale del 2024, Tsmc aveva indicato che il sito di Nanjing ha generato il 2,4% dei ricavi complessivi del gruppo, confermando che, pur non essendo strategico come gli impianti che producono chip più avanzati, resta importante per la produzione di chip maturi destinati al mercato globale.
Anche le sudcoreane Samsung Electronics e SK Hynix hanno ricevuto licenze di importazione analoghe. In passato, le aziende asiatiche avevano beneficiato di esenzioni dalle restrizioni americane sulle esportazioni di chip verso la Cina, nell’ambito degli sforzi di Washington per contenere l’avanzata tecnologica cinese.
Questi privilegi, noti come «status di utente finale convalidato», sono scaduti il 31 dicembre. Per continuare le operazioni nel 2026, le aziende hanno dovuto richiedere all’amministrazione Trump nuove licenze di esportazione.
La licenza Usa a TSMC arriva in un momento propizio visto che Nvidia, per soddisfare la forte domanda dei suoi chip H200 per l'intelligenza artificiale da parte delle aziende tecnologiche cinesi, ha contattato il produttore taiwanese per aumentare la produzione, come hanno anticipato a Reuters alcune fonti.
Le aziende tecnologiche cinesi, hanno precisato le fonti, hanno effettuato ordini per oltre 2 milioni di chip H200 per il 2026, mentre Nvidia ha attualmente solo 700.000 unità in magazzino. L'esatto volume che il gigante Usa intende ordinare non è ancora chiaro, ma ha già deciso quali varianti dell'H200 offrirà ai clienti cinesi e li prezzerà intorno ai 27.000 dollari per chip.
Sebbene i produttori di chip cinesi siano riusciti a proporre prodotti in grado di competere con l'H20 (chip declassato che Nvidia ha progettato appositamente per il mercato cinese e che poi è stato bloccato da Pechino) in termini di prestazioni, non esistono ancora equivalenti dell'H200. TSMC dovrebbe iniziare il lavoro nel secondo trimestre del 2026.
L'amministrazione Trump ha autorizzato solo di recente le esportazioni di semiconduttori H200 in Cina. La mossa non è esente da rischi, c’è infatti la possibilità di un ulteriore restringimento delle forniture globali di chip per l'intelligenza artificiale.
In risposta, un portavoce di Nvidia ha detto a Reuters che le vendite autorizzate dell'H200 ai clienti autorizzati in Cina «non avranno alcun impatto sulla nostra capacità di rifornire i clienti negli Stati Uniti». La Cina, ha proseguito, «è un mercato altamente competitivo con fornitori di chip locali in rapida crescita. Il blocco di tutte le esportazioni americane ha compromesso la nostra sicurezza nazionale ed economica e ha favorito solo la concorrenza straniera». (riproduzione riservata)