Punto di svolta sul fronte dei semiconduttori statunitensi. Il dipartimento del commercio degli Stati Uniti ha annunciato un accordo senza precedenti con Taiwan semiconductor manufacturing (Tsmc), il colosso dei chip. La partnership prevede sovvenzioni fino a 6,6 miliardi di dollari e prestiti a basso costo fino a 5 miliardi per sostenere la produzione di semiconduttori a Phoenix, nello stato dell’Arizona. L’intesa arriva a poche settimane dall’annuncio del presidente americano Joe Biden della sovvenzione concessa a Intel, un altro importante produttore di chip. Il gigante della sillycon valley riceverà 8,5 miliardi in sovvenzioni e fino a 11 miliardi in prestiti.
Il finanziamento concesso a Tsmc mira a sostenere la costruzione di un nuovo complesso di fabbriche a Phoenix, oltre che a potenziare le operazioni già esistenti. L'azienda si impegna a investire oltre 65 miliardi di dollari e ad aprire una terza fabbrica entro il 2030, per la produzione prevista di chip d’avanguardia della grandezza di 2 nanometri. Il tutto prevede la creazione di 20.000 posti di lavoro nella costruzione e 6.000 posti di lavoro permanenti.
Gina Raimondo, segretaria al commercio degli Stati Uniti, sottolinea l'importanza di quest’iniziativa per la sicurezza nazionale e l'economia: «i semiconduttori sono diventati fondamentali per una vasta gamma di tecnologie, dall'intelligenza artificiale ai veicoli autonomi, e i fattori di rischio nella catena di approvvigionamento globale hanno evidenziato la necessità di una produzione domestica».
L'accordo con Tsmc riflette gli sforzi bipartisan per rafforzare la produzione nazionale di semiconduttori, evidenziati dal Chips and Science Act varato nel 2022 che prevedeva sovvenzioni alle per 39 miliardi. Quest’iniziativa, sostenuta dall'amministrazione Biden, vuole ridurre la dipendenza statunitense dalle forniture estere e riaffermare il ruolo del Paese nell'industria tecnologica globale. La diversificazione geografica della produzione ridurrà il rischio di interruzioni delle forniture dovute perlopiù a tensioni geopolitiche.
L'investimento serve ad aiutare le aziende statunitensi a rimanere competitive nell'era della trasformazione digitale, perché la disponibilità di chip all'avanguardia prodotti localmente favorirà l'innovazione e la crescita economica. L'accordo con Tsmc rappresenta solo uno dei molti sforzi per rafforzare l'industria dei semiconduttori negli Stati Uniti. Si prevede che ulteriori sovvenzioni saranno assegnate ad altre aziende, come Micron Technology e Samsung, nel prossimo futuro, contribuendo a consolidare ulteriormente la posizione degli Stati Uniti nel settore dei semiconduttori.
Il titolo Tsmc alla borsa di Taiwan a chiuso con un progresso dell’1,47%. In Europa il gruppo italo francese Stm è in rialzo con dello 0,36% a 38,88. La tedesca Infineon Technologies sale dello 0,78% a 32,28 euro. Non sono da meno l’olandese Asml Holding (+0,2% a 906,70) e l’inglese Arm (+2,81% a 124,82). (riproduzione riservata)